Poggio Rusco, sfonda la porta di casa della ex moglie e la prende a cinghiate

I figli minorenni hanno cercato di difendere la mamma ma sono stati a loro volta colpiti. L’uomo è stato arrestato dai carabinieri in flagrante e portato in carcere

 POGGIO RUSCO. Si è presentato davanti alla porta di casa della ex moglie completamente ubriaco. E l’ha sfondata. È entrato brandendo la cintura dei pantaloni e con quella l’ha percossa più volte. I due figli minori hanno cercato di proteggere la mamma, ma sono stati a loro volta colpiti. Ora l’uomo, di origine marocchina si trova in carcere, in attesa dell’interrogatorio di garanzia che avverrà questa mattina.

Ancora un codice rosso dunque, ancora un caso di brutale maltrattamento in famiglia. È accaduto a Poggio Rusco. Alle quattro l’uomo, dal quale la moglie si sta separando, arriva davanti alla porta di casa e, complice l’alcol, comincia ad urlare. La donna si sveglia, si svegliano anche i bambini. Sono spaventati. Lei non gli apre ma lui sfonda, a forza di calci, la porta.


Una volta in casa dà sfogo alla sua violenza togliendosi la cintura dei pantaloni. E con quella la aggredisce e la percuote. I bimbi si aggrappano alla mamma e si mettono in mezzo ai due nel tentativo di difenderla, ma vengono a loro volta colpiti. La donna cerca di difendersi e riesce con il telefonino a comporre il 112.

La chiamata arriva alla centrale operativa di Gonzaga. Il carabiniere che è al centralino non riesce a parlarle perché impegnata ad evitare le percosse, ma riesce a sentire le urla. Capisce che qualcosa di grave sta accadendo e senza indugi contatta i carabinieri di Poggio Rusco che in brevissimo tempo raggiungono l’abitazione, sorprendendo l’uomo ancora in azione. Lo immobilizzano e lo portano in caserma mentre l’ex moglie si rifiuta di andare in pronto soccorso. Il pubblico ministero di turno autorizza l’arresto e il marito violento viene portato in carcere.

Per martedi 1 dicembre è previsto l’interrogatorio in carcere, al termine del quale il giudice deciderà quali provvedimenti adottare. La madre e i bambini riceveranno, in questi giorni, l’aiuto dei servizi sociali. Quella che i piccoli hanno subito è di certo un’esperienza traumatica che dovrà essere superata con un indispensabile sostegno psicologico.
 

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