Si sblocca la partita del Sin di Mantova: bonifiche per 18 milioni

La giunta regionale approva lo schema del nuovo accordo di programma Emergenza cronica: il sito Laghi di Mantova e Polo chimico è del 2003 

MANTOVA. Nuovo accordo di programma «per la messa in sicurezza d’emergenza e la successiva bonifica del Sito d’interesse nazionale Laghi di Mantova e polo chimico». Emergenza ormai cronica, slabbrata dagli inciampi burocratici e dai ricorsi incrociati che gravano sull’area, avvelenata dalla chimica arrembante del passato (più o meno remoto). Emergenza che è tale da 13 anni, quano il ministero tracciò il perimetro del Sin di Mantova. Ora ad approvare lo schema per la definizione dei nuovi interventi è la giunta regionale della Lombardia, su proposta dell’assessore all’ambiente e al clima Raffaele Cattaneo. Sul piatto ci sono poco più di 18 milioni di euro.

«In questi mesi Regione Lombardia ha lavorato non solo a livello tecnico, ma anche in constante contatto con il ministero dell’Ambiente per creare tutte le condizioni affinché si giungesse alla stesura di questo nuovo accordo di programma, attraverso il coordinamento di tutti gli enti coinvolti – afferma Cattaneo – così come abbiamo fatto nei mesi scorsi per il Sito di interesse nazionale Caffaro di Brescia. Il Sin Laghi di Mantova e Polo Chimico rappresenta infatti un’area importante non solo per Mantova, ma per tutta la nostra regione. Auspichiamo quindi che si possa procedere tutti uniti e in modo spedito con la bonifica di questa area».


L’obiettivo, ambizioso visto i precedenti, è ripulire l’area in quarantotto mesi a partire dalla data di sottoscrizione dell’accordo, che, insieme a Regione Lombardia, coinvolge: ministero dell’Ambiente, Provincia e Comune di Mantova, Comuni di Borgo Virgilio e San Giorgio Bigarello, Parco del Mincio.

Di seguito il dettaglio di alcune delle opere previste, indicate per oggetto dell’intervento, costo e soggetto attuatore. Al primo punto figurano «il completamento della caratterizzazione delle aree di proprietà e pertinenza del Colorificio Freddi, l’adozione delle prime misure di prevenzione, l’elaborazione del progetto di bonifica ed esecuzione delle operazioni di bonifica sulle aree individuate come contaminate dalle indagini preliminari, nonché asportazione e smaltimento dei rifiuti presenti lungo il cavo San Giorgio». Il soggetto attuatore è il Comune di Mantova e il costo previsto di 1,1 milioni.

L’intervento più robusto, da 12 milioni di euro, è quello finalizzato alla bonifica del Canale Sisma: un grappolo di attività «comprensive di indagini integrative specifiche di caratterizzazione; individuazione e realizzazione degli interventi di bonifica/messa in sicurezza necessari». Soggetto attuatore? La Provincia.

Provincia che insieme al Comune del capoluogo è soggetto attuatore degli «interventi sulle aree lacuali ricadenti nel Sin nelle quali non è individuato il responsabile della contaminazione (ad esempio, le aree del Lago di mezzo, del Lago inferiore esclusa la darsena Ies, e parte della Vallazza)». Nel dettaglio, «della redazione del progetto di fattibilità tecnico ed economico per il ripristino ambientale dell’area lacuale, in particolare per le aree più critiche per la presenza di contaminanti; di eventuali attività preliminari alla progettazione definitiva (indagini integrative di caratterizzazione); della progettazione definitiva degli interventi di ripristino ambientale». Costo previsto: 3 milioni

A chiudere l’elenco, articolato in dodici punti, è «la prosecuzione dell’attività finanziata con accordo integrativo del 12/05/2016 “Esecuzione di una campagna di speciazione del mercurio, approfondimento della caratterizzazione e conseguente a una eventuale progettazione preliminare degli interventi di dragaggio dei sedimenti e dei terreni contaminati nel tratto fluviale del Basso Mincio in prossimità della Conca di Valdaro”». Il costo previsto è di 200mila euro, il soggetto attuatore la Provincia. —


 

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