Mantova, il rebus dei guariti Covid: caos su regole e burocrazia

Le due testimonianze: «Io, negativo da tempo, risultavo ancora tra i contagiati». «Dopo 21 giorni posso tornare al lavoro, ma se sarò positivo mi farò scrupoli» 

MANTOVA. Il primo ha un dubbio di coscienza, il secondo denuncia i ritardi nella trasmissione dei dati sulla negativizzazione dei tamponi. Uno, nonostante stiano per trascorrere i ventuno giorni dalla prima positività, non sa se tornare a lavorare da positivo perché non gli sembra giusto; l’altro, diversi giorni dopo la risposta che era diventato negativo, si è ritrovato a casa i vigili urbani per il controllo sull’isolamento domiciliare.

Benvenuti nella giungla dei due poli (negativo e positivo) e delle norme su tamponi e isolamento che nel corso della pandemia sono cambiate più volte gettando nel caos cittadini e lavoratori.


Primo caso. A un 47enne di Porto Mantovano che lavora nel settore commerciale è venuto uno scrupolo: sarà corretto tornare al lavoro da ancora positivo? Teoricamente potrebbe farlo, visto che le circolari ministeriali consentono in rientro in collettività, anche da positivo, trascorsi i ventuno giorni dal primo tampone.

«Sinceramente non so che fare – racconta – domani ho il tampone e se sarò ancora positivo potrei tornare tranquillamente al lavoro. Ma immagino la faccia dei miei colleghi. Mi sono informato dal mio medico e dall’Ats e mi hanno spiegato che comunque la carica virale sarebbe talmente bassa da non essere in grado di infettare altre persone. Io, però, qualche domanda me la faccio ugualmente e a questo punto non so se prolungare la malattia». La circolare ministeriale, pubblicata anche sul sito di Regione Lombardia, è chiara laddove si parla di caso positivo asintomatico: «Stai in isolamento per almeno dieci giorni. Per concludere l’isolamento dal decimo giorno è possibile effettuare il test molecolare (secondo tampone). I dieci giorni sono calcolati dalla data del primo tampone positivo. Con tampone di controllo negativo, l’isolamento finisce; con tampone di controllo positivo l’isolamento prosegue. Potrai ripetere il test dopo sette giorni. Se ancora positivo, l’isolamento termina ventuno giorni dopo l’esecuzione del primo tampone (dopo almeno una settimana senza sintomi)». Ma al 47enne di Porto i dubbi restano e ne fa un problema di coscienza e rispetto nei confronti di parenti, colleghi e amici.

Secondo caso. Cinquantenne, di Marcaria, consulente finanziario. Il 19 ottobre si sottopone al primo tampone perché ha la febbre alta. Il 22 arriva l’esito: positivo.

«Quello stesso giorno – racconta – il mio medico mi manda al pronto soccorso per una lastra. In ospedale mi dicono che non c’è da preoccuparsi, ma mi ricoverano ugualmente per precauzione in Malattie Infettive. Due giorni dopo, nonostante non avessi particolari disturbi respiratori, mi trasferiscono nella terapia intensiva della Pneumologia e mi fanno la ventilazione assistita per due giorni. Il 26 mi tolgono il casco e faccio colazione. Poi arriva il medico e mi dice che non ho più problemi di respirazione. Io replico che in realtà non ne avevo nemmeno prima, ma non sono un medico. Poco dopo mi abbassano l’ossigeno e il giorno dopo torno in Malattie Infettive, dove resto ancora una settimana. Faccio un altro tampone e sono ancora positivo. Vengo inviato a Bozzolo per la riabilitazione. Lì mi fanno un calo progressivo dell’ossigeno e un nuovo tampone il 6 novembre. Il giorno dopo sono finalmente negativo. Mi dicono che dovrei restare ancora qualche giorno, ma firmo e mi autodimetto. A casa faccio un’altra settimana di cure, perché ero un po’ debole, dopodiché torno a lavorare».

Le dimissioni da Bozzolo risalgono all’8 novembre (tampone negativo il 6 novembre) ma tre giorni dopo a casa del 50enne arrivano i vigili per controllare se sta rispettando l’isolamento domiciliare. «Faccio presente agli agenti della polizia locale – riprende il consulente finanziario – che sono negativo ormai da giorni e mostro i documenti. Mi rispondono che risulto ancora nell’elenco dei positivi. La mattina dopo chiamo in Comune e alzo la voce». Tutto chiarito? «Macché – conclude – il 24 novembre ricevo la telefonata del mio medico che mi chiede se per caso ho ricevuto qualche comunicazione dalle autorità sanitarie. Rispondo di no e mi svela che risulto ancora nell’elenco dei positivi. Dal 6 novembre al 24 novembre nessuno mi aveva cancellato dai contagiati».



 

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