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Mantova, il via alle bonifiche nel 2021. Murari: perso troppo tempo

Entro dicembre l’ultimo ok di Comuni e Provincia, poi le gare per gli interventi.  L’assessore all'ambiente accusa: «Quell’accordo è pronto da anni, questa lentezza è folle»  

MANTOVA. A quasi tre anni da quel via libera atteso da un decennio e subito inciampato in un susseguirsi di ritardi, lentezze e intoppi burocratici, salvo altri ostacoli il 2021 sarà finalmente l’anno delle bonifiche e dell’apertura della ciclabile di via Brennero. D’altronde qui gli enti locali sono da tempo pronti a partire.

«Speriamo che almeno questa sia la volta buona e che il 2021 sia l’anno in cui ci mettono finalmente nelle condizioni di essere operativi». Parole dell’assessore comunale all’ambiente Andrea Murari che «per non perdere un minuto di più» sottoporrà alla prossima giunta l’approvazione dell’accordo di programma sdoganato dalla Regione e ha già concordato con la Provincia di procedere a una firma congiunta di tutti gli enti interessati. Obiettivo: chiudere la partita approvazioni e sottoscrizioni entro fine anno e partire a gennaio con le gare per l’assegnazione degli interventi che tra caratterizzazioni, progettazioni e risanamento dureranno almeno quattro anni.

Ma perché c’è voluto così tanto? «Nel Sin – risponde Murari – la burocrazia e la lentezza delle procedure sono folli: la Regione ha approvato martedì, annunciandolo come un successo, un accordo che abbiamo cominciato a discutere due anni e mezzo fa col ministero. Due anni e mezzo per poter utilizzare soldi nostri sono una cosa che non ha senso, completamente fuori dalla realtà. E che non si sognino come scusa di citarmi le sentenze che sono arrivate nel frattempo: è ovvio che nel Sin le situazioni siano in movimento e i contenziosi si sviluppino. Se ci impieghi anni a sottoscrivere un accordo ora che lo firmi è già superato: come ha fatto notare recentemente la Corte dei Conti obbligandoci a sottoscrivere di nuovo un accordo già fatto. Per questo da anni sollecito a sottoscrivere l’accordo senza indugio e, nel caso, a prendere atto successivamente di eventuali modifiche, ma intanto mettendoci a disposizione le risorse. Quei soldi ci servono per fare le bonifiche e se non me li trasferiscono non posso cominciare. Come predicare nel deserto».

Intanto, a causa dei continui ritardi, aggiunge l’assessore, «la ciclabile di via Brennero è ancora chiusa e le persone sono in pericolo in strada, mentre chiediamo al ministero di aprirla da quando è stata collaudata e sto spendendo soldi per fare manutenzione e non farla ammalorare nonostante sia chiusa». E pure «il progetto di ripristino dei fondali dei laghi a valle del Superiore resta bloccato quando sarebbe urgente intervenire anche in riferimento allo sviluppo futuro della navigazione, penso a porto Catena e alla darsena della cartiera».

A ripercorrerne le tappe, sembra una sorta di tela di Penelope delle bonifiche. A febbraio 2018 il ministero dell’ambiente sblocca i sedici milioni destinati al Sin approvando l’elenco degli interventi proposto dagli enti locali. A marzo 2019 il Consiglio di Stato impone una diversa ripartizione dei fondi con l’inclusione del canale Sisma. Il 29 ottobre 2019 il piano rivisto arriva da Mantova al ministero che lo approva a febbraio 2020 inviandolo in Regione. Martedì l’ok di Milano, ma nel frattempo è scaduto un altro accordo del 2016: per questo i milioni sono diventati diciotto e gli enti devono ora risottoscrivere «un accordo già fatto» come denuncia Murari.
 

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