Suzzara, focolaio alla Rsa Boni 1: i positivi sono 43

Contagiati 33 ospiti (7 i sintomatici) e 10 operatori. Subito messe in atto le misure per garantire il personale di servizio

SUZZARA. Focolaio alla rsa Boni. Al termine dello screening su 85 ospiti e sugli operatori di assistenza, 33 ospiti sono risultati positivi al Covid-19 (solo 7 con sintomi), di cui 3 ospedalizzati in fase di dimissione oltre a 10 operatori socio-sanitari, di cui uno ancora dubbio, ma in isolamento per precauzione con sintomi lievi o nulli.

A seguito della comparsa di sintomi a carico di un ospite, la Fondazione ha iniziato un monitoraggio di massa sui residenti Boni 1, con il tampone rapido per poi proseguire col tampone molecolare di massa per la conferma dei risultati. Ciò ha permesso di conoscere con un certo anticipo gli ospiti positivi e adottare nell’immediato le azioni previste nei protocolli anticontagio, anche grazie alla fornitura di tamponi rapidi dalla Regione. Alla Rsa Boni 2 non ci sono ospiti sospetti con tampone positivo (controllato il 25% degli ospiti) e non ci sono lavoratori sospetti, neppure tra i 44 sottoposti a test rapido antigenico.

Come concordato con Ats Valpadana, si è attuato il Piano Operativo Gestionale con lo scenario corrispondente, quello che prevede che i nuclei al 1° piano della Boni 1 divengano area di isolamento. Attuate subito tutte le modalità organizzative per sopperire alla carenza di operatori: sospensione ferie, richiamo in servizio di operatori in recupero ore, turni di appoggio alla sera, rinforzo alla somministrazione dei pasti e alla messa a letto. Lunedì è stato effettuato il tampone rapido antigenico al personale in servizio che non era ancora stato tracciato nei giorni scorsi, ma non sono emersi casi positivi. Si stanno già programmando i tamponi di negativizzazione degli ospiti positivi asintomatici a partire dal 10° giorno di effettuazione del tampone positivo. Per gli altri si aspetta la conclusione dei sintomi.


L’epidemia da Sars-cov2 ha comportato costi molto impegnativi sia per la prevenzione e il contenimento del contagio con acquisto dei dispositivi di protezione, dei misuratori di temperatura, di scanner termografici, che per il trattamento terapeutico con acquisto di ossigeno, medicinali antibiotici, medicinali a base di cortisone, eparina, completamente a carico della Fondazione Boni per la maggior parte degli ospiti. Si aggiunga il costo per la diagnostica a domicilio, l’incremento di personale per le sanificazioni, lo smaltimento dei rifiuti speciali, e il mancato introito per la riduzione e la chiusura di alcuni servizi. Il solo Centro diurno permetteva un ricavo di 70.000 euro annui.

Questo provocherà un buco di bilancio difficilmente sostenibile e il cda della Boni intende lanciare una raccolta fondi. Si può donare all’Iban IT96I0707658010000000271641, conto intestato a Fondazione Luigi Boni Onlus.


 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi