Sos posti letto negli ospedali di Mantova: l’Ats a caccia di Covid hotel

Un esempio di Covid hotel: il Palace Hotel a Torino

L’Agenzia di tutela della salute lancia un nuovo avviso dopo la prima fumata nera. Gli alberghi e le residenze sono destinati ad accogliere i pazienti con sintomi lievi

MANTOVA. La parola d’ordine è alleggerire la pressione sugli ospedali. Come? Anche attraverso l’attivazione dei Covid hotel. Lo chiedono i nuclei familiari con presenza al loro interno di casi positivi e vivono in piccole abitazioni. E lo chiede anche l’Asst di Mantova che lancia l’allarme per la scarsità di letti ospedalieri occupati anche da chi ha una lieve sintomatologia. Ma non è facile trovare strutture alberghiere sul territorio con le caratteristiche adatte a ospitare pazienti Covid, anche se con sintomi lievi.

A fine settembre ci fu la prima fumata nera: nessun albergo, salvo uno che poi si ritirò, si candidò ad accogliere in isolamento le persone positive paucisintomatiche (cioè con sintomi lievi) che per motivi legati alle dimensioni dell’abitazione o di carattere sociale (nuclei numerosi) non potevano rimanere nelle loro case. Pochi giorni fa l’Ats Val Padana ha pubblicato un secondo avviso per la manifestazione di interesse finalizzato alla disponibilità di strutture denominate Covid Hotel Plus.


La richiesta sul territorio nasce, oltre che da necessità contingenti, anche per dare attuazione alla norma regionale 3.525 del 5 agosto 2020 "Adozione del Piano di potenziamento e riorganizzazione della rete di assistenza” . Il decreto regionale parla chiaro: «Si rende necessario disporre sul territorio di soluzioni alternative al domicilio, laddove lo stesso non fornisca condizioni adeguate ad effettuare il corretto isolamento del soggetto Covid positivo».

In sostanza la ricerca è indirizzata verso quelle soluzioni residenziali che consentano l'accoglienza e l’isolamento in strutture idonee di persone paucisintomatiche positive al Covid-19 e per ridurre il rischio di diffusione dell'epidemia in contesti familiari o in situazioni abitative collettive.

L’Ats ha quindi lanciato un avviso per la raccolta preliminare di manifestazioni di interesse da parte di enti e soggetti del territorio, proprietari o gestori di strutture alberghiere o di altre soluzioni di ospitalità, che vogliano mettere a disposizione i propri alberghi o residenze per attuare l'isolamento di persone positive al Covid-19 per la durata stabilita dalle normative sanitarie.

Ma chi potrà andare nei Covid Hotel Plus? I beneficiari di questa soluzione sono i positivi al Covid-19, autosufficienti, non allettati, in grado di utilizzare autonomamente i servizi igienici, in condizione di stabilità clinica e che non possono trascorrere il periodo di isolamento nel loro abituale domicilio per la mancanza di idoneità dell’alloggio o per altre motivazioni di criticità sociale. Sono comprese anche le persone che vivono in comunità, in dimissione dagli ospedali o che rientrano dai paesi esteri.

Nello specifico, i Covid Hotel Plus possono accogliere ospiti che, pur essendo autosufficienti, nel periodo di convalescenza richiedono un temporaneo supporto tutelare, infermieristico e medico.

L’accesso all’albergo potrà avvenire su proposta del medico ospedaliero, che attesta la necessità di ricorrere alla struttura alberghiera, del medico del pronto soccorso, del medico di Areu 118, del medico di medicina generale e del medico della sorveglianza sanitaria del dipartimento di igiene dell’Ats Val Padana. 

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