Mantova, cardiopatica, costretta in casa con il marito positivo, si ammala di Covid

La donna, 52 anni, di San Giorgio, non ha potuto neanche fare il vaccino antinfluenzale

SAN GIORGIO BIGARELLO. Affetta da una grave patologia cardiaca, non ha avuto la possibilità di fare il vaccino antinfluenzale e quando il marito si è ammalato di Covid, sono stati lasciati insieme nello stesso appartamento. Risultato: ora è positiva pure lei, e l'ansia è a mille.

È sconcertata e spaventata, la signora, 52enne, affetta dalla tetralogia di Fallot, una grave forma di cardiopatia congenita. Per questo da 1989, tutti gli anni, tra fine ottobre e le prime due settimane di novembre, il medico di base le fa il vaccino antinfluenzale, per lei una tutela fondamentale. «Quest'anno niente da fare - racconta la donna che vive a San Giorgio con il marito - Continuo a telefonare alla segretaria che ha continuato a rinviare, spiegandomi che ne sono arrivati pochi. Finché mi segnala che in ogni caso per ora sono riservati agli over 65. Ma per chi ha gravi patologie? Per chi ha un invalidità del 100% per patologia? Replica che Ats ha deciso così. In compenso al centro privato Green Park di Mantova è possibile avere i vaccini a pagamento. Complimenti».

La 52enne tiene le dita incrociate, ma le preghiere non bastano. Perché intanto il marito, il 12 novembre, risulta positivo al Covid, dopo essere stato contagiato sul posto di lavoro. Viene sottoposta al tampone anche lei nella stessa giornata, e risulta negativa. «Abbiamo chiesto di avere la possibilità di essere isolati, prima che mi contagiasse, ma sia il mio medico che Ats ci hanno risposto che non c'era modo perché i Covid hotel mancano.  Non esistono in sostanza. E ci hanno consigliato di isolarci in casa. Come fosse facile, in un appartamento di 90 metri quadrati, tra l'altro sapendo, loro più di noi, che il virus ha una contagiosità elevatissima».

E le previsioni, purtroppo, si sono avverate: «Mi hanno rifatto il tampone, dopo il tracciamento dei contatti di mio marito, e il 26 novembre sono risultata positiva. Ho soltanto un po' di tosse, per ora, ma la paura è tanta. Mio marito ora è negativo, e farà il test per donare il plasma. Intanto continuiamo a chiederci perché Ats non mi abbia tutelato. Si sono fatti sentire solo per prenotare i prossimi tamponi e per chiedere di eventuali contatti per ipotetici contagi. Poi il silenzio più assoluto».

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