Ponte di Torre d’Oglio, si studia la posa di portali anti-camion

I mezzi pesanti che passano abusivamente si possono incastrare nella struttura. La Provincia valuta i restringimenti a monte e a valle per evitare il blocco

VIADANA. Installare due portali in prossimità del ponte in chiatte di Torre d’Oglio: è l’opzione che l’amministrazione provinciale sta valutando, per restringere la carreggiata da entrambi i lati e impedire così l’accesso ai camion. Come noto, la portata del ponte è 35 quintali; ma, negli ultimi giorni, ben due mezzi pesanti hanno tentato comunque di imboccarlo, restando incastrati. In entrambe le occasioni è stato necessario far intervenire i mezzi di soccorso per trainare i veicoli in strada.

E, stando alle testimonianze, sarebbero diversi i mezzi che ogni giorno si avventurano sino a Torre d’Oglio: una parte torna poi indietro dopo complicate manovre, ma altri transitano comunque, confidando di non essere beccati. Secondo la Provincia, non è da escludere che almeno qualcuno dei conducenti sappia cosa sta facendo: «La segnaletica – sottolinea la dirigenza dell’area Lavori pubblici – c’è in entrambi i lati di accesso. Ma, anche ammesso che qualche autotrasportatore, un po’ distratto o poco esperto della zona, la ignori, una volta arrivato all’imbocco della rampa dovrebbe capire che quel ponte non può consentire il passaggio di un mezzo di certe dimensioni, e tanto meno reggerne il peso». Se un camion rimane incastrato, a dover cercare un percorso alternativo (circa 8 chilometri in più) sono tutti i veicoli in transito.

E qualora l’infrastruttura risultasse danneggiata, la chiusura potrebbe protrarsi a lungo. In considerazione della situazione, i Lavori pubblici stanno pertanto pensando al posizionamento di due portali: «Sarebbe un’opera complementare, da inserire nel più ampio progetto di sostituzione delle barche su cui poggiano i travetti in legno che costituiscono il fondo stradale del ponte». Le barche in cemento alle estremità, in particolare, verranno sostituire con altre in acciaio. In caso di basso livello dell’acqua, quando le barche poggiano direttamente sul letto del fiume, il passaggio di mezzi pesanti può comprimerle e danneggiarle: ma le barche in acciaio, più resistenti, consentiranno di ridurre i giorni di chiusura al traffico.

Secondo Silvio Perteghella, consigliere comunale a Viadana, è però il momento di pensare a soluzioni più drastiche: «I cittadini delle frazioni nord meritano un ponte sempre fruibile in sicurezza: torno pertanto a proporre un referendum per chiedere una struttura in muratura. Troppo costosa? Quella attuale, solo negli ultimi due anni, è costata un milione di euro in manutenzioni straordinario. Il ponte attuale andrebbe utilizzato come ciclabile, e tutelato per la sua valenza paesaggistica e culturale». 

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