Tutti di corsa: a Mantova boom di vendite per il running

In questa seconda ondata di restrizioni, la corsa sembra prendersi il proprio momento di riscatto. Se temporaneo o meno si vedrà. Il numero di seguaci aumenta, e pare che i detrattori siano spariti: forse ora corrono pure loro.

MANTOVA. Nel lockdown di primavera, i runner erano considerati da qualcuno “untori ufficiali”. Insultati o sbeffeggiati dai balconi e dalla piazza virtuale dei social, e alla fine costretti a sedute casalinghe di tapis roulant (per i più fortunati) o a sessioni di corsa e balzi sul posto. In questa seconda ondata di restrizioni, la corsa sembra prendersi il proprio momento di riscatto. Se temporaneo o meno si vedrà. Il numero di seguaci aumenta, e pare che i detrattori siano spariti: forse ora corrono pure loro.



Meno fortunati i cugini nuotatori, che i nuovi divieti hanno condannato all’astinenza. A segnalare la crescita d’interesse verso la corsa, una delle poche discipline concesse, è l’impennata delle richieste di scarpe e abbigliamento tecnico, cominciata, in realtà, già in primavera. Da febbraio a giugno, le ricerche online di scarpe da running sono aumentate dell’83%: lo dice uno studio condotto da SEMrush, azienda che si occupa della gestione della visibilità in rete. Da luglio a settembre, invece, sono cresciute del 1000% le ricerche online di giacche da corsa. Ricerche di informazioni senza seguito? Pare di no.



I negozi di articoli sportivi confermano l’incremento. «Subito dopo il primo lockdown – racconta Francesco Federici, responsabile running dello Sportime – abbiamo venduto 140 paia di scarpe in una settimana. E nell’80% dei casi si trattava di clienti nuovi. In primavera è stato un liberi tutti, ma le richieste continuano a esserci, anche se la cosa è un po’ più gestibile. E comunque la corsa è in crescita costante da dieci anni: è diventato, anche per motivi economici, uno sport di massa». Clienti nuovi anche per il Polisport di Stefano Poli: «Ho diverse richieste soprattutto sulla camminata veloce, molto gettonata perché più alla portata di tutti». Ma chi frequenta il negozio di Poli non ci va soltanto per scegliere scarpe e accessori. Da allenatore, dispensa suggerimenti.

E pure quelli sono aumentati: «Ho avuto richieste anche da parte di persone che hanno avuto il virus e che ora cercano di tornare ad allenarsi. Difficile sia dal punto di vista fisico sia da quello psicologico». E per chi intende cominciare adesso? «Bisogna partire per gradi e con le scarpe giuste. Non strafare: le conseguenze possono essere molto spiacevoli. E poi, in questo periodo occorre rispetto: non si corre in gruppo, la distanza da chi ci precede deve essere di dieci metri, mentre lateralmente devono essercene almeno due. E su la mascherina quando si incrocia qualcuno». Regole che i podisti mantovani sembrano rispettare.

«Si vedono volti nuovi di persone che corrono a tutte le ore – osserva Andrea Murari, assessore e appassionato di corsa – ma tutto avviene con buon senso. Del resto, gli spazi in città non mancano. Ed è cambiato l’atteggiamento delle persone: non siamo più guardati con diffidenza». Per evitare, però, che si torni agli strali velenosi di primavera, c’è chi corre a orari inconsueti. Con il buio o le primissime luci del giorno. «Corro a orari folli – ammette Francesca Rampi Ungar – perché nessuno possa dire che sono un’untrice. Vado alle 6 del mattino o alle 19, al buio». Senza paura? «Conosco bene il percorso e oltre ai runner ci sono anche molte persone che camminano. Non mi sento in pericolo».


 

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