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Mantova, alunni con i sintomi Covid: i genitori li mandano a scuola

La scoperta alla media Sacchi. i ragazzini avevano casi positivi tra i familiari. La preside fa scattare le misure di sicurezza e informa tutte le famiglie. Caso anche alle Bertazzolo, ma madre e padre avvisano subito l'istituto: scatta la quarantena per una classe

MANTOVA. Mandano i ragazzi a scuola anche se ci sono casi Covid in famiglie e gli stessi bambini mostrano sintomi riconducibili al virus. È quanto ha scoperto la dirigenza del comprensivo Mantova 2, in particolare per la media Sacchi. Alcune classi sono in quarantena. La preside Antonella Daoglio ha informato i genitori di tutti gli iscritti con una nota che, pur non cadendo nell’allarmismo, sottolinea la gravità di quanto accaduto ribadendo l’appello che, per la verità, tutte le famiglie con figli dovrebbero ben sapere: in caso di presenza di sintomi compatibili con il Covid occorre tenere a casa il bambino e avvisare il pediatra.

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I genitori che hanno ricevuto l’avviso riferiscono che la nota informa di un incremento di alunni messi in quarantena perché risultati positivi al tampone oppure perché un membro del nucleo familiare è risultato contagiato. In queste situazioni esistono protocolli da mettere subito in moto per evitare la formazione di focolai nelle aule scolastiche. Questo comporta che quando un bambino o un insegnante risulta positivo al Covid, l’intera classe (o classi, nel caso si tratti di un docente che insegna in più sezioni) deve essere messa in quarantena preventiva con specifiche misure che ogni famiglia deve applicare in via precauzionale.



A istituire la quarantena di una classe è l’Ats, ma è ovvio che un preside può agire preventivamente, in attesa della comunicazione dell’azienda sanitaria, attivando la didattica a distanza per tutti i compagni. È una misura di buon senso.



Quanto avvenuto alla Sacchi sembra denotare un’assenza di buon senso certo non da parte della scuola ma da parte di alcune famiglie, che pur avendo casi di Covid conclamati hanno ugualmente mandato a scuola i figli (qualcuno addirittura sintomatico) incuranti del rischio che i piccoli divenissero incolpevoli veicoli di contagio per compagni di classe e personale. Fortunatamente le scuole adottano misure precise come il distanziamento dei banchi, l’uso di mascherine, la presenza di flaconi di gel disinfettante, sanificazione e via dicendo, che riducono le probabilità di contagio all’interno di un’aula. Ma è evidente che in caso di insorgenza di sintomi o, addirittura, in presenza di familiari positivi, i bambini devono essere tenuti a casa. L’avviso mandato dalla dirigenza del Comprensivo Mantova 2 fa appello al senso di responsabilità di tutti, ricordando che anche in presenza di un familiare con sintomi compatibili con il Covid, è bene, fino all’accertamento con il tampone, non mandare il figlio a scuola.

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Una caso Covid è stato registrato alla media Bertazzolo. Si tratta di un alunno risultato positivo (sintomi leggeri). In questo caso, però, la famiglia ha informato in tempo reale la scuola e la dirigente Serenella Teresa Varrese è intervenuta contattando l’Ats e invitando le famiglie a esonerare, in via precauzionale, i propri figli dalla frequenza in presenza, in attesa di ricevere indicazioni ufficiali da parte dei sanitari circa il periodo di quarantena da osservare. «Prevediamo – spiega la dirigente alla Gazzetta – che, in attesa di comunicazioni ufficiali da parte di Ats, la quarantena possa durare almeno fino al 18 dicembre. Nel periodo di tempo in cui i bambini non sono a scuola in presenza, saranno attivate lezioni a distanza». 
 

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