Protesta anche al freddo per tornare nelle aule, il movimento chiede un incontro col prefetto

Terzo venerdì di lezioni davanti alle scuole per prof, studenti e genitori. «Ma per riaprire le superiori in sicurezza va risolto il nodo trasporti» 

MANTOVA. Il passaggio della Lombardia in zona arancione, con il ritorno alle lezioni in presenza per le medie, e il nuovo Dpcm, che ha fissato per il 7 gennaio il ritorno in classe in presenza al 75% per le superiori, non hanno bloccato i sit in organizzati da Scuole aperte Mantova e Priorità alla scuola davanti ad alcuni istituti cittadini. E così, incuranti del vento gelido, studenti, genitori e insegnanti si sono ritrovati per il terzo venerdì consecutivo per chiedere che il ritorno in aula avvenga in totale sicurezza. Le panchine di piazza Dante, a pochi metri dal portone del liceo classico Virgilio, paiono ormai una sorta di aula supplementare.

La novità è che, a dar manforte agli studenti, erano presenti ieri mattina tre professori, che hanno tenuto le lezioni all'aria aperta. Alcuni dei loro studenti erano presenti, altri hanno seguito da casa.



«L'ultimo Dpcm ha assegnato alle prefetture il compito di coordinare il ritorno sui banchi - spiega Alessandro Paccagnini di Scuole aperte - Per questo chiederemo un incontro con il prefetto. Vorremmo conoscere le modalità legate alla riapertura e quali provvedimenti verranno presi per risolvere i problemi di questi mesi. L'anno scolastico dovrà arrivare a conclusione, nuove chiusure andranno evitate».

I presidi si terranno anche l'11 e il 18 dicembre, prima dello stop legato alle vacanze natalizie. In via Tasso, invece, era presente Priorità alla scuola. «Per rientrare in classe in sicurezza sarà necessario in primo luogo riorganizzare i trasporti - commenta Pierluigi Luisi, referente del movimento e insegnante di informatica al D'Arco -. Le scuole, come confermato da Ats, sono luoghi sicuri, il contagio arriva da fuori. Per anni le istituzioni, a tutti i livelli, hanno tolto soldi ai trasporti. Serve un'inversione di tendenza. Bisogna pensare a classi con numeri minori di studenti e completare le operazioni di assunzione del personale docente e non docente. Dei tre concorsi ne è partito uno solo, ben presto interrotto. Altra nostra richiesta è il medico scolastico. Presidi sanitari, anche condivisi tra più scuole, sarebbero preziosi. Non è stata la pandemia a creare questi problemi. I problemi erano già presenti».



Di fronte al liceo delle scienze soc iali d'Este, gli studenti hanno preso posizione sul marciapiede, appoggiando tablet e libri alla cancellata. Al liceo scientifico Belfiore, Giorgio, lo studente che nei precedenti venerdì si era presentato da solo, ha trovato compagnia. Altri due ragazzi hanno seguito le prime due ore di lezioni sulle panchine in viale Risorgimento. «Avrebbe dovuto venire un altro nostro amico - commentano i ragazzi -, ma il troppo freddo lo ha fatto desistere». Sarà per venerdì prossimo. 
 

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