Accese le luminarie a Mantova. Ma il commercio vede nero

Gola (Confcommercio): la zona arancione ci penalizza troppo, rischiamo molto. Lui (Confesercenti): la situazione è difficile, speriamo che allentino le limitazioni

MANTOVA. Il Natale si avvicina, ma non sembra. Le luminarie accese da sabato 5 dicembre in città (meno del solito, per risparmiare) vorrebbero dare la sensazione che tutto è come prima, ma non ci riescono. Sono le facce delle stesse persone, poche in giro anche a causa del maltempo, a far capire che nulla al tempo del Covid può essere come prima.

Il Natale 2020 rimanda lo shopping a tempi migliori. I negozi hanno appena riaperto dopo il mini lockdown, ma per riprendersi dalle ennesime ferite inferte dalla sorte ce ne vorrà. Dice Stefano Gola, presidente di Confcommercio cittadina con boutique Swarovski in centro: «Tutti si devono rendere conto che, con tutto il rispetto possibile, ci saranno anche le morti commerciali accanto a quelle del Covid. In settembre ci siamo riempiti i negozi in vista del Natale e invece è arrivato il secondo lockdown, nonostante ci avessero promesso che non ce ne sarebbero più stati».

È il discorso delle zone colorate di rosso, arancione e giallo: nelle prime due non ci si muove nemmeno da Comune a Comune: «La rete commerciale di Mantova non regge solo con gli abitanti del Comune. Servivano misure più blande, distinguere tra zona e zona. E allora, le province di Mantova, Cremona, Bergamo e Brescia, le meno colpite dalla seconda ondata di contagi, avrebbero potuto essere considerate diversamente dal resto della Lombardia. Non è andata così. Peccato perché la gente ci chiama, ci cerca per un bisogno di quotidianità, ma ha paura della multa».

La ripresa è lenta per i negozi, la riapertura non sta dando grandi frutti, «anche se è meglio tenere aperto che chiuso» osserva lapalissianamente Gola. «In prospettiva, la vedo dura essere positivi. Speriamo che dall’11 dicembre si torni in zona gialla e che per almeno gli ultimi giorni per gli acquisti sia Natale. Noi siamo disponibili a tutto, persino ad allungare gli orari di apertura perché siamo i primi a metterci in gioco».

Gola si guarda intorno e vede le luci natalizie rallegrare l’atmosfera: «Il Comune è con noi, ha messo le luminarie e la musica diffusa per attirare la gente in centro. Lo ringrazio. È che il problema non è questo; il problema è la gente che non c’è e regole di dubbia interpretazione. Il problema è anche quello per noi di rimanere in piedi. Ecco perché invito i mantovani a venirci a trovare in negozio. Vi aspettiamo».

Sulla stessa lunghezza d’onda Simone Lui del direttivo di Confesercenti: «La situazione è difficile - afferma - E se dovessero perdurare la chiusura e le limitazioni da zona arancione prevedo problemi anche per l’anno prossimo».

Lui gestisce una erboristeria in centro: «Il lavoro ordinario di tipo terapeutico naturale - spiega - è anche aumentato grazie all’attenzione che c’è per i prodotti naturali di cura, in un momento in cui le persone hanno problemi con i loro medici. Invece, il settore dei regali di Natale non si muove. Sento anche i miei colleghi in settori non di prima necessità e continuano ad avere gravi problemi». Anche l’esponente di Confesercenti confida in una svolta “gialla”:

«Se ci sarà, sono convinto che ne beneficerà lo shopping». Anche Confesercenti ringrazia il Comune: «Con le luminarie fa del proprio meglio per attirare gente in centro, ma il problema è la limitazione negli spostamenti: in una città piccola come la nostra essere arancioni è una penalizzazione».
 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi