Da Mantova a Rabat per i bambini disabili: Alessandra premiata volontaria dell’anno

Il riconoscimento internazionale alla 46enne di Pietole partita per il Marocco nel 2003: «Qui è diventata la mia casa» 

MANTOVA. «Per essere stata interprete di un cambio di atteggiamento verso la disabilità in un Paese (il Marocco ndr.) dove vi era poca attenzione facendo conoscere una nuova pedagogia al servizio del disabile. Per la sua integrazione e assistenza specifica. Per essere stata una degli ideatori e promotori dell'Handifilm festival, iniziativa che coinvolge studenti oltre a professionisti stranieri, nel racconto creativo e visivo di un'inclusione possibile. Per aver coadiuvato un'autentica cultura dell'incontro nella differenza»: con questa motivazione la mantovana Alessandra Braghini è stata insignita ieri 5 dicembre del premio “Volontario internazionale dell’anno», promosso dal 1994 dalla Focsiv (Federazione organismi cristiani servizio internazionale volontario), in occasione della Giornata mondiale del volontariato indetta dall’Onu per il 5 dicembre.

Quarantasei anni, originaria di Pietole dove vive la sua famiglia, Alessandra Braghini da 17 abita e lavora a Rabat. Dopo il liceo linguistico e la laurea in scienze dell’educazione, nel 2003 è partita per il Marocco dove oggi è responsabile delle attività dell’ong italiana “Ovci - La Nostra famiglia” per l’assistenza e l’autonomia dei bambini con disabilità, appartenenti agli strati più emarginati. «Doveva starci due anni – racconta orgogliosa la mamma Natalina Rizzo – e invece ne sono passati 17. Là vive con il marito Mohamed Mounir e le figlie Yasmine e Sofia che hanno 12 e 9 anni e fa un lavoro in cui crede tanto da sempre».

A raccontare questi 17 anni è la stessa Alessandra in un video pubblicato sul sito dedicato al premio: «In tutti questi anni mi sono occupata di diversi progetti – spiega – insieme ad associazioni e istituzioni marocchine e italiane grazie ai quali abbiamo potuto accompagnare più di mille bambini e giovani con disabilità e le loro famiglie. Con la collaborazione di oltre cento tra professionisti, volontari, servizio civilisti è stato possibile migliorare le potenzialità e le capacità dei bambini con servizi di riabilitazione e inserimento scolastico».

I piccoli in età prescolare vengono seguiti e preparati dall’ong per essere inseriti poi a scuola e le loro mamme ricevono le visite a domicilio dei volontari: «In Marocco sono soprattutto le mamme che hanno il compito di prendersi cura dei figli, compito che diventa più difficile in presenza di un bambino con disabilità, noi le aiutiamo facendole sentire meno sole e dando loro indicazioni concrete per migliorare la loro vita quotidiana». Strategie per promuovere un vero cambiamento sociale che oggi la rende «molto orogogliosa dei risultati soprattutto perché ho potuto seguire questo cammino in prima persona». Arrivata a Rabat per restare pochi anni, nel tempo «il Marocco è diventata la mia casa – conclude – È qui che ho costruito la ma mia famiglia ed è qui dove voglio continuare a crescere insieme ai miei colleghi e a tutte le persone che abbiamo incontrato e che come noi hanno l’obiettivo di difendere i diritti dei bambini».
 

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