La chiesa è tornata alla vita: prima messa dopo otto anni

L’emozione dei fedeli alla fine del rito è esplosa in un lungo e scrosciante applauso. L’inaugurazione è fissata per il 27 dicembre. Commosso anche il sindaco Simona Maretti 

MOGLIA. Prima messa nella chiesa di Moglia rimessa a nuovo dopo otto anni e nove mesi dal terremoto del 2012 che l’aveva gravemente danneggiata. La voglia dei mogliesi di rientrare nella propria chiesa è stata più forte della pioggia battente che è caduta per tutta la giornata di sabato 5 dicembre.

L’ingresso, naturalmente, a causa delle restrizioni del Dpcm in materia di prevenzione da Covid-19, era contingentato. Si trattava della messa vespertina delle 19. Non ci sono stati né proclami, né cerimonie ufficiali.


Il parroco don Alberto Ferrari ha brevemente ringraziato chi ha lavorato per restaurare la chiesa che oggi si presenta molto più bella e luminosa. Il fotografo Gianni Bellesia si è commosso e nell’ammirare l’impianto luci, il suo pensiero è andato a colui che l’aveva realizzato: Maurizio Pavan da tutti conosciuto come “Micio”: «Queste luci sono talmente belle che sembrano paradisiache». Presente alla messa vespertina anche il sindaco Simona Maretti, visibilmente emozionata.

Come detto, nessuna cerimonia ma solo preghiera («I ringraziamenti, quelli ufficiali – ha detto don Alberto Ferrari ad inizio messa – sono rinviati al 27 dicembre quando inaugureremo la nostra bella chiesa»). Dopo le letture don Ferrari, nella sua omelia, si è soffermato sulla figura di San Giovanni Battista a cui la chiesa di Moglia è dedicata. È stata elevata a parrocchia attorno al 1598 e trasformata da una a tre navate nel 1749 circa. Lo stile del monumento è quello tardo barocco.

La gente, mentre pregava, non ha potuto fare a meno di guardarsi intorno. È stata assorbita dalla bellezza, dalla luce. Per tutti è stato un momento a dir poco emozionante. Entrare per la prima volta dopo otto anni e nove mesi in quella chiesa devastata dalle scosse del 20 e 29 maggio 2012 è stato come rinascere.

Per i mogliesi sarà un Natale diverso dagli altri, non per l’emergenza sanitaria in corso, ma perché finalmente hanno ritrovato la loro chiesa, luogo che scandisce la vita delle persone.

L’emozione è stata talmente forte che al termine della messa la gente si è lasciata andare in un lungo caloroso applauso. 



© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi