Nessuno stop per esami e visite, il Poma cambia le regole

Nell’ondata virale di marzo l’attività ambulatoriale era stata ridotta del 60%. «Oggi siamo a -10%: accettiamo le prenotazioni con una griglia di urgenza» 

MANTOVA. Nella prima ondata Covid le prestazioni ambulatoriali cancellate con un colpo di spugna erano state più di 15mila. Impossibile soddisfare tutte le richieste dell’utenza per visite ed esami: il coronavirus a marzo-aprile aveva costretto gli ospedali a interrompere tutte le prenotazioni, salvo quelle non rinviabili per problemi di salute e legate a patologie croniche e oncologiche.

Una montagna di appuntamenti cancellati, sospesi e riprogrammati in base a valutazioni aggiornate e su richiesta del medico di medicina generale. E in quel contesto emergenziale il Poma aveva dovuto stoppare anche l’attività di screening.


E oggi? Com’è l’andamento dell’attività ambulatoriale erogata dalle strutture e dagli ambulatori dell’Asst di Mantova?

«Oggi la situazione va nettamente meglio rispetto alla prima ondata quando gli ospedali erano praticamente quasi tutti Covid – fanno sapere dagli uffici del Poma – in queste settimane abbiamo creato una griglia di criteri per l’accesso alle prestazioni, ma di fatto non abbiamo chiuso ambulatori, salvo alcune riduzioni minime nel periodo di Natale. Abbiamo riaperto tutta l’attività di screening, mammografia, pap test e colon retto e anche i prelievi di sangue vengono regolarmente effettuati, contrariamente a marzo quando alcuni dei punti prelievi tra i più piccoli erano stati chiusi e poi gradualmente riaperti».

Nella prima ondata nei mesi di marzo, aprile e maggio l’Asst aveva dovuto ridurre l’attività ambulatoriale di circa il 60% rispetto agli stessi mesi del 2019. A giugno, luglio e agosto, grazie all’adozione delle nuove misure di distanziamento e alla sanificazione dei locali, l’attività aveva subito una contrazione del 40%.

«Ora, a novembre e dicembre – sottolineano dal Poma – siamo a -10%. Gli utenti sono più consapevoli e funzionano le misure di sicurezza anti-assembramento nelle sale d’attesa».

Nei mesi di luglio e agosto, avendo recuperato anche alcune prestazioni rinviate nella prima ondata, l’ospedale era riuscito ad arrivare addirittura a meno 7-8% rispetto agli stessi mesi dell’anno precedente. «Adesso ad esempio – riprendono dal Poma – diagnostica, endoscopia e radiologia sono regolari. Abbiamo ancora qualche punto di criticità legato alla riduzione dei letti per far posto ai pazienti Covid e quindi sono state rallentate le prenotazioni non urgenti negli ambulatori di ortopedia, urologia e chirurgia generale. Seguiamo però la logica delle urgenze. Il primo accesso viene sempre visto, che sia a tre, dieci o trenta giorni di urgenza. Rallentano invece le visite di controllo con urgenza sopra i trenta giorni».

La decisione dell’Asst per la seconda ondata è stata quella di non chiudere tutto ma di rallentare l’attività: «Prima eravamo costretti, ma alla fine ci siamo trovati con un arretrato davvero consistente. Oggi invece l’impostazione è diversa. Tanto per fare un altro esempio prima avevamo sospeso quasi tutta l’oculistica, adesso invece facciamo cataratte e visite. Insomma, in generale prima avevamo chiuso le prenotazioni, oggi accettiamo anche se con tempi più diluiti tutte le prestazioni non urgenti». In ogni caso, assicurano dal Poma, se una visita viene rinviata, al paziente viene comunicata la nuova data.




 

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