Mantova, marito a processo per maltrattamenti ma lei in aula ritratta

Ha raccontato di aver esagerato nella denuncia nei confronti del marito, e spiegato che in quel periodo  i rapporti fra i due in effetti erano tesi, ma che la situazione non era poi così grave

MANTOVA. Ha trascinato il marito in tribunale con accuse pesanti. Ha raccontato di aver subito per mesi insulti, minacce, di essere stata più volte umiliata e di aver preso anche delle sberle. Un’accusa di maltrattamenti per cui il marito, M.H. 40enne di origine marocchina, è finito a processo. Oggi (11 dicembre) si è svolta l’udienza in tribunale davanti al giudice Chiara Comunale, ma c’è stata una sorpresa che ha lasciato tutti di stucco: la donna ha ritrattato tutte le accuse.

Ha raccontato di aver esagerato nella denuncia nei confronti del marito, e spiegato che in quel periodo, – i fatti risalgono al 2015 – i rapporti fra i due in effetti erano tesi, ma che la situazione non era poi così grave, e che il marito non era mai arrivato ad alzare le mani né su di lei né sui due figli.


Insomma, un dietro front imprevisto, che però non ha convinto né il giudice né il pubblico ministero. Il sospetto è che la donna sia stata convinta dal marito a ritrattare, con le buone o con le cattive maniere. Cosa non difficile visto che la coppia abita ancora con i due figli nello stesso appartamento alla periferia di Mantova.

Probabile che le tensioni familiari si siano sciolte e la donna stia cercando di appianare la situazione per evitare altri guai. In ogni caso, per sgombrare il campo dai dubbi, il giudice Comunale ha rinviato il processo ad aprile con l’intenzione di ascoltare i testimoni, che avrebbero già dovuto essere interrogati oggi.
 

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