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Gestione del calore con i privati: un ricorso al Tar blocca il Comune di Mantova

Per Siram spa bisognava utilizzare la convenzione pubblica. Nel progetto anche la riqualificazione energetica degli edifici

Sandro Mortari
2 minuti di lettura

MANTOVA. Si complica l’obiettivo del Comune di affidare in project financing ai privati la gestione del calore e la riqualificazione energetica dei suoi immobili. Siram spa (gruppo Veolia), una delle aziende che con Tea Reteluce, il vecchio gestore assieme a Sei (altra società del gruppo Tea) a cui il contratto è scaduto lo scorso aprile, aveva aderito alla manifestazione di interesse indetta dalla giunta alla fine dello scorso anno, ha impugnato al Tar la delibera con cui l’amministrazione comunale ha dettato gli indirizzi per il futuro appalto, chiedendone l’annullamento. Ciò comporta lo stop per qualsiasi altro passo in direzione dell’indizione della gara.

Tutto comincia quando in Comune arrivano tre manifestazioni d’interesse da parte di Engie servizi (poi defilatasi), Siram (il vecchio gestore del servizio all’epoca della giunta Sodano) e Tea Reteluce per la proposta di via Roma di affidare in project financing la concessione della gestione degli impianti termici degli edifici comunali, compreso l’approvvigionamento di combustibili e la riqualificazione energetica di tutti gli edifici di proprietà (sedi comunali, scuole, alloggi, eccetera). Un appalto da svariati milioni di euro che le due aziende riassumono nel canone che il Comune dovrebbe versare: 1.268.000 all’anno per sei anni la Siram, 1.271.000 per 15 anni Tea Reteluce.

Le proposte sono talmente complesse in un settore molto delicato che il Comune decide di far valutare le due rimaste in campo, quelle di Tea e di Siram, dall’Agenzia per l’energia e lo sviluppo sostenibile. Va detto che la proposta di Siram avviene nell’ambito della convenzione servizi integrati energia che la stessa si è aggiudicata in ambito Consip, la struttura pubblica per le forniture alla pubblica amministrazione. Quindi, si confrontano due proposte: quella di partenariato pubblico-privato portata avanti da Tea Reteluce e quella tutta pubblica della convenzione pubblica di cui è aggiudicataria Siram.

L’Agenzia stabilisce, però, che per il Comune la convenzione Consip non è vantaggiosa, mentre quella di Reteluce va esplicitata meglio. Ecco che la decisione di via Roma è quella di non ricorrere alla convenzione Consip per quell’appalto, e di concedere tempo ai due concorrenti per affinare la loro proposta. In particolare, a Tea Reteluce vengono concessi 90 giorni per precisare meglio la proposta di project financing, mentre a Siram ne vengono concessi 180 per presentare il suo di project.

«Se valuteremo che un project dell’una o dell’altra società è di interesse pubblico sarà indetta una gara a evidenza pubblica» affermano dal Comune. Spiega meglio il vicesindaco Giovanni Buvoli: «La convenzione Consip è troppo rigida per il Comune, mentre quella di Tea Reteluce è più adattabile alle nostre esigenze, che possono variare nel corso degli anni. Quello di Reteluce, per fare un esempio, è un abito di sartoria, fatto su misura, rispetto a quello confezionato di Siram. Non si vuole, quindi, escluderla; anzi, rispetto a Tea Reteluce le abbiamo dato il doppio del tempo per costruire la sua proposta».

In attesa del pronunciamento del Tar, il Comune garantirà il calore in tutti i suoi edifici e la manutenzione degli impianti: lo farà attraverso Idronova snc, il cosiddetto «Terzo responsabile», Tea energia per le utenze del gas e Sei per quelle del teleriscaldamento.
 

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