«Il socio di Tea Acque poteva avere di più». E Palazzi punge il Carroccio

Il sindaco di Mantova: «Suggerisco alla Lega di andare a vedere chi governava allora, scopriranno che c’erano proprio loro»

MANTOVA. Tea respinge tutte le accuse della Lega circa una sopravvalutazione della quota dei privati in Tea Acque per la loro liquidazione. «Occorre innanzitutto spiegare – si legge in una nota della multiutility – che l’obbligo di ripubblicizzare Tea Acque nasce da una precisa indicazione di Ato, Provincia e conferenza dei sindaci a cui l'attuale governance di Tea ha dato immediata esecuzione».

Si trova, infatti, nelle delibere del cda di Ato, della conferenza dei sindaci e del consiglio provinciale «la condizione di totale ripubblicizzazione di Tea Acque per dare l'avvio alla costituzione del gestore unico del ciclo idrico integrato della provincia di Mantova».


Lo statuto di Tea Acque e gli atti di gara (bandita a fine 2010 e aggiudicata nel 2013) «già prevedevano il riscatto parziale della quota privata; si è resa perciò necessaria una trattativa con il socio privato che, nel rispetto delle norme vigenti, permettesse di attuare quanto richiesto dagli enti regolatori».

Tea cita lo statuto di Tea Acque che all’articolo 10.4 prevede che «il valore di riscatto della quota del socio privato sia calcolata con il metodo misto patrimoniale/reddituale. Tale metodo fu scelto al tempo della gara di selezione del socio privato, periodo in cui l'avvocato Cappellari ancora ricopriva, a Mantova, il ruolo di assessore all’ambiente e di vicesindaco, oltre al fatto che la presidenza di Tea era ricoperta dal dottor Gualerzi, anche lui espressione della Lega. Desta stupore, quindi, che il consigliere Cappellari non sia a conoscenza di quanto previsto in sede di gara».

Nel merito, «il metodo prevede l'applicazione di formule valutative, contrattualmente previste, consolidate nella dottrina di riferimento» con tanto di coefficienti, premi e rendimenti. «Le valutazioni applicate sono state verificate nel tempo da ben tre periti indipendenti. L'esito dell'ultimo lavoro di verifica indica che sia il valore prospettico al 2025, data in cui si sarebbe dovuto liquidare il socio privato secondo le regole statutarie e di gara, che quello al 2020 sarebbero state notevolmente superiori al prezzo pattuito». E viene riportato lo stralcio conclusivo del parere di congruità del prezzo della quota richiesto ad un autorevole valutatore, dove si legge che «il valore del capitale economico di Tea Acque valutato alle date del 31 dicembre 2018, del 31 dicembre 2020 e del 31 dicembre 2025 sulla base di un metodo misto patrimoniale-reddituale, assunto pro-quota in base alla quota detenuta dal socio privato in tale società e opportunamente attualizzato, sia superiore al prezzo di 6.050.000 di euro già pattuito fra le parti».

D'altro canto, osserva Tea, «una breve visione del bilancio 2019 di Tea Acque, senza particolari professionalità in campo economico, porterebbe a determinare che sulla base del patrimonio netto iscritto, pari a 13.4 milioni di euro, che la quota del 40% di competenza del socio ammonterebbe a 5.4 milioni di euro senza alcuna previsione dei redditi futuri fino al 2025. Informiamo che l’utile 2019, peraltro non distribuito, è stato di 2.8 milioni di euro, il che significa che con solo un altro anno di partecipazione il socio avrebbe avuto diritto ad un valore ampiamente superiore al prezzo pattuito».

Infine, l'operazione di scissione che ha costituito Depura, anche questa criticata dalla Lega: «Come da norme vigenti, è stata effettuata senza impegni finanziari dei soci se non quelli già riferibili alla società scissa, pertanto alcun plusvalore è stato assegnato al socio privato. Ogni illazione in merito sarebbe stata facilmente evitabile dalla semplice lettura degli atti di scissione regolarmente registrati e pubblici».

Il sindaco Mattia Palazzi interviene, invece, per mettere la Lega di fronte alle proprie responsabilità. «L’operazione societaria – premette – non è materia del sindaco o della giunta. Sul piano politico suggerisco alla Lega di andare a vedere chi governava la città e Tea, scopriranno che al governo c’erano proprio loro».

Il primo cittadino ricorda che «la gara, che definiva tanto i criteri di ingresso del socio privato quanto di liquidazione, parte nel 2010 quando in Comune assessore all’ambiente era l’attuale consigliere regionale della Lega Alessandra Cappellari, che ricopriva anche il ruolo di vicesindaco. Così come l’aggiudicazione avviene nel settembre 2013 con la Lega sempre al governo della città. Se hanno voglia di accusare qualcuno accusino se stessi – conclude Palazzi – perché io sono stato eletto sindaco due anni dopo».
 

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