Mantova, latte crudo venduto dopo filtrazione vietata: allevatore di Campitello a processo

L’accusa: alterati i valori della carica batterica e dei germi per nascondere eventuali malattie. A comprare fu una coop

MARCARIA. L’allevatore Giovanni Rubini, 68 anni, residente a Campitello di Marcaria, amministratore e legale rappresentante dell’omonima azienda agricola, è a processo con l’accusa di vendita di sostanze alimentari non genuine. Nel mirino ci sono alcune partite di latte che l’azienda avrebbe prodotto e venduto nell’ottobre del 2017. Partite di latte crudo di mungitura, dunque non bollito, che sarebbe stato sottoposto al procedimento vietato della filtrazione meccanica per abbattere sensibilmente la carica microbica e dei germi. Un’alterazione fraudolenta, e pericolosa per la salute dei consumatori, perché in questo modo sarebbe stata dissimulata in allevamento l’eventuale presenza di zoonosi, vale a dire di malattie trasmissibili dall’animale all’uomo, impedendo così all’autorità sanitaria di adottare idonee misure di profilassi.

Il latte sotto accusa era stato ceduto alla cooperativa Novalat di Badia Polesine, in provincia di Rovigo.


Non solo: secondo le accuse mossegli dal pubblico ministero, lo stesso latte crudo di mungitura messo in commercio da Rubini sarebbe stato privato anche in parte dei propri elementi nutritivi o comunque trattati in modo da variarne la composizione naturale.

Ieri mattina la prima udienza del processo davanti al giudice Alessia Perolio nel corso del quale è stato un solo testimone. Si tratta del rappresentante della Cooperativa Novalat di Badia Polesine che ha parlato dei rapporti tra la sua azienda e l’imputato.

L’udienza è stata poi rinviata al marzo prossimo. A difendere Giovanni Rubini è l’avvocato Matteo Binelli.

 

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