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«Lo storico bar non può morire»: a Ospitaletto in 16 fanno una coop per salvarlo

Riaprirà stamattina, 17 dicembre, il locale sulla statale per Cremona, si chiamerà Bella Vita Gestione ai cittadini, nessuno scopo di lucro. Prima mossa: niente videopoker

Andrea Gabbi
1 minuto di lettura

OSPITALETTO. Si sono guardati in faccia, hanno messo una mano sul cuore e l’altra sul portafoglio. E sono partiti. Questa mattina, 17 dicembre, a Ospitaletto riapre il bar lungo la statale che collega Mantova a Cremona. Salvato, o meglio rimesso in piedi, grazie alla buona volontà di 16 cittadini comuni che si sono presi la responsabilità di tenere accesa una luce per tutta la comunità.

Il bar riapre infatti con un nuovo nome (Bella Vita) e sarà gestito da una cooperativa Scral composta da persone originarie di Ospitaletto. Nessuno scopo di lucro, l’obiettivo è ovviamente quello di pareggiare i conti a fine anno e continuare a vedere la serranda alzata, cosa che succede da circa 100 anni: «A settembre la vecchia gestione ha deciso di cessare l’attività – spiega Paolo Armanini, uno dei soci della nuova coop – e quindi il locale è stato definitivamente chiuso. La notizia si era diffusa già nel corso del primi mesi dell’anno. Per tutti noi originari di Ospitaletto è stato un colpo al cuore: in quel posto ci siamo cresciuti, tra una partita a carte e qualche gettone ai videogiochi. Quel bar è stato un punto di riferimento per Ospitaletto, ci dispiaceva vederlo chiuso».

E allora ecco l’idea: riunire più persone per trovare la forza (e i fondi) per far rifiorire il locale: «Abbiamo fatto alcune assemblee pubbliche a inizio estate per capire se c’era qualcuno disposto a metterci la faccia per salvare il bar – continua Armanini – e in pochissimo tempo ci siamo accorti che io e pochi altri amici non eravamo gli unici ad avere a cuore questo posto». Tanto da arrivare alla costituzione della coop San Bartolomeo con 16 soci. Un nome che non è stato scelto a caso. San Bartolomeo è infatti il patrono di Ospitaletto, un richiamo alle radici del paese. Alla presidenza Lorenzo Orlandini, due ragazze assunte per stare al bancone e poi tanta buona volontà: «Abbiamo tutti un lavoro – commentano – c’è chi fa l’idraulico, chi l’artigiano, chi l’impiegato, chi l’operaio agricolo...per questo abbiamo deciso di affidare la gestione a uno dei soci che ha più affinità con il mondo del servizio».

Non è tutto. A maggioranza la coop ha deliberato che all’interno del locale non ci saranno videopoker. Una scelta che ha visto il plauso anche del coordinamento provinciale No Slot. Giuseppina Nosè, che di No Slot è la portavoce, sarà presente sabato al taglio del nastro al quale prenderanno parte anche i sindaci di Marcaria (Malatesta) e Castellucchio (Monicelli). A benedire il locale anche il parroco don Valerio Antonioli che donerà alla coop una statua di San Bartolomeo per rinsaldare ancora di più il legame con il paese.


 

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