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Nuova ordinanza per Mantova, le reazioni degli operatori: «Per noi altri sacrifici in più, ma era giusto intervenire»

Confcommercio e Confsercenti puntano l’indice contro l’incertezza del governo: «Non sappiamo come organizzare le nostre attività»

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MANTOVA. Frustrati dall’incertezza governativa, che fiacca affari e umore, ma persuasi della mossa del sindaco Mattia Palazzi, che con la sua ordinanza ponte ha provveduto a tappare il buco di questo weekend. Così baristi e commercianti. «Sono d’accordo, è giusto che il sindaco sia intervenuto dopo quello che è successo domenica scorsa – scandisce Mattia Pedrazzoli, titolare del bar Brasile, in via Calvi, e rappresentante della categoria nel perimetro di Confcommercio – certo, si tratta di qualche sacrificio in più, ma l’alternativa poteva essere la chiusura, già adottata da qualche altro sindaco e presidente di Regione. Se collaboreremo? Certo, i rapporti con la polizia locale sono quotidiani».

Il tono si fa aspro quando dalla dimensione di Mantova si passa al livello nazionale: «Possibile che il governo arrivi sempre all’ultimo minuto? Non sappiamo ancora cosa succederà a Natale, ma abbiamo fornitori e dipendenti da avvertire – va alla carica Pedrazzoli – dal punto di vista sanitario avrebbe pure senso chiudere, il periodo delle feste è difficile da gestire e affrontare per i pubblici esercizi, i locali si riempiono e noi gestori dobbiamo fare da poliziotti, assumendocene la responsabilità. Il problema è questo tira e molla, mentre già si parla di una terza ondata. Insieme ai ristori serve una programmazione seria, occorrono degli automatismi perché l’incertezza è devastante, anche dal punto di vista psicologico».

L’incertezza, nel periodo clou dell’anno, finisce anche nel mirino del direttore di Confesercenti Mantova, Davide Cornacchia: «I commercianti non sanno come organizzare i propri negozi e gli approvvigionamenti, è tutta la filiera ad essere in difficoltà, ancora una volta viene a mancare la programmazione – riferisce – pur comprendendo la complessità dell’emergenza sanitaria, in Italia viene tutto affrontato in maniera imbarazzante. All’estero sono molto chiari sia sulle chiusure sia sui ristori». L’ordinanza di Palazzi? «Siamo favorevoli a ogni disposizione che permetta alle imprese di restare aperte – risponde Cornacchia – siamo per il pugno duro con chi non rispetta le regole, anche perché cosi si rischia di far sentire stupido chi invece le osserva».

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