Fuggiti tre dei profughi afghani trovati nel cassone del camion


BORGO VIRGILIO. Hanno resistito cinque giorni e cinque notti, nelle camerette della comunità a cui erano stati affidati. Un posto più comodo, caldo e sicuro del cassone del camion dove avevano viaggiato stipati dalla Romania all’Italia, e dell’altro camion, ancora più sgangherato, a cui si erano aggrappati in Afghanistan. Ma non era questo che volevano. Non era una comunità che sognavano quando sono scappati dalla loro terra frustata da guerra e povertà, non erano materassi morbidi e pasti caldi, ma orizzonti aperti dove costruire un futuro visto solo nei film. Non hanno saputo aspettare. Troppo giovani e inesperti per accettare leggi e regole. E sono scappati.

Erano arrivati martedì scorso, in sei ammassati nel cassone di un autotreno con targa romena che doveva scaricare articoli sanitari in un’azienda di Cerese. I loro set da viaggio, custoditi per migliaia di chilometri, erano zainetti rabberciati, qualche indumento e coperte logore per ripararsi dal freddo.

Quando il camionista ha aperto il portellone, nel piazzale di via Curie, nell’area artigianale di Cerese, se li è trovati davanti come fantasmi, con gli occhi sgranati da paura e sorpresa.

Pochi istanti e sono arrivate a sirene spiegate pattuglie dei carabinieri, della polizia locale e due ambulanze del 118, grazie all’allarme di alcuni automobilisti che all’uscita del casello dell’A22 di Mantova sud avevano notato un ragazzo sbirciare dal portellone del camion socchiuso.

Erano due uomini e quattro ragazzini, tutti afghani e tutti clandestini. Tutti disperati. Uno aveva la febbre, ed è stato portato per primo in ospedale dove il tampone ha escluso il Covid. Solo stanchezza e freddo. Dopo gli accertamenti dei carabinieri, con l’aiuto di un interprete in grado di decifrare il loro dialetto, sono stati affidati al Comune di Borgo Virgilio, come prescrive la legge, per essere poi destinati alle strutture di prima accoglienza.

I quattro ragazzi sono stati mandati in una comunità specifica per l’accoglienza dei minori non accompagnati nel Cremonese.

Ma tre di loro domenica sera sono scappati, facendo perdere le loro tracce. Il quarto è rimasto, ma non apre bocca . —


 

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