Nonni mai più soli a Mantova: al Mazzali arriva la parete degli abbracci

Sarà in vetro, cartongesso e plexiglass e avrà manicotti monouso in cellophane per consentire il contatto tra parenti e ospiti

MANTOVA. Una "parete degli abbracci" per far sentire meno soli gli ospiti della casa di riposo. È quanto propone la Fondazione Mazzali che, entro Natale, consentirà gli incontri con i parenti in un’apposita stanza attrezzata con microfoni e manicotti in cui allungare le braccia e toccare chi sta di fronte. Lì sarà consentito quel contatto umano, seppur mediato dal cellophane, che manca da mesi.

Mantova, per Natale in casa di riposo arriva la parete degli abbracci



«L’abbiamo chiamata parete degli abbracci perché stanza degli abbracci è un marchio già registrato dalla struttura di Castelfranco Veneto» spiega il direttore Paolo Portioli prima di incontrare con la presidente Mara Gazzoni il personale per il tradizionale scambio di auguri di fine anno. Si tratta di una struttura in cartongesso, vetro e plexiglass a cui si accede dal vecchio ingresso del Geriatrico in via Trento 10.

Dietro il portone chiuso da tempo c’è la bolla che consentirà agli anziani ospiti di sentirsi finalmente meno soli e di riallacciare un minimo di contatto diretto con figli e nipoti. «Potranno entrare al massimo due parenti per volta - spiega il direttore - Saranno lontani dai locali della casa di riposo e, quindi, faranno a meno di sottoporsi al triage, velocizzando i tempi. La zona sarà riscaldata e ci saranno due sedie. I visitatori si siederanno davanti alla parete trasparente alta 2,60 metri e vedranno, al di là, il parente accompagnato da un animatore. Potranno parlare liberamente utilizzando il microfono e l’interfono che consentirà all’anziano di sentire meglio».

La novità saranno i quattro fori ricavati nella parete, due sopra e due sotto ad altezze diverse, per consentire l’avvicinamento anche a chi è in carrozzina e dargli la possibilità di abbracciare i propri cari. «In questi buchi - spiega il direttore - ci sono dei manicotti in cellophane, in cui si possono infilare le braccia e abbracciare chi sta davanti. Potranno farlo sia i parenti che gli ospiti, e si potrà abbracciare o farsi abbracciare. Il tutto in piena sicurezza dal punto di vista igienico. I manicotti, infatti, saranno monouso e verranno sostituiti dopo ogni visita; eviteremo, così, la sanificazione e sarà sufficiente quella delle mani che si farà con il gel che metteremo a disposizione all’ingresso».

Le visite dureranno 15 minuti, «al netto delle operazioni di sostituzione dei manicotti e, in generale, della preparazione - precisa Portioli - Penso che in un’ora potrebbero esserci due-tre incontri. Entro Natale cominceremo dato che stiamo già predisponendo gli appuntamenti».

L’idea della Fondazione Mazzali rimbalza in consiglio comunale. Ieri, durante la prima seduta dedicata al bilancio, il capogruppo di Forza Italia, Pierluigi Baschieri, ha rivolto al sindaco Palazzi una raccomandazione: «Si faccia una stanza degli abbracci anche nelle case di riposo dell’Aspef, l’Isabella d’Este e la Luigi Bianchi, per renderle più umane». «La faremo presto» ha assicurato il primo cittadino

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