Video e podcast per aiutare chi va all’estero, l’idea made in Mantova corre su internet

Due ragazze hanno dato vita a Homo Faber: un programma con consigli, spunti e suggerimenti per gli emigranti 

MANTOVA. È nata come sfida personale ma si sta evolvendo in breve tempo, con l’obiettivo di diventare un giorno una community di italiani all’estero. Si chiama “Homo Faber – Italia” il progetto nato durante la quarantena da una giovane ragazza mantovana, Lidia Panarello, laureata alla Bocconi di Milano e ora energy analyst alla Banca Mondiale di Washington DC.

«“Homo Faber – Italia” è un programma di intrattenimento educativo in formato video e podcast che vuole esplorare il percorso personale e professionale di italiani che hanno avuto successo all’estero – spiega Lidia – l’obiettivo è dare fiducia e trasmettere esperienze concrete a coloro che vogliono tentare un percorso fuori dall’Italia o che già l’hanno intrapreso, una fonte di ispirazione per affrontare le difficoltà. Nel difficile periodo che stiamo vivendo – continua la fondatrice – i giovani sono una categoria scoraggiata, soprattutto per quanto riguarda l’entrata nel mondo del lavoro».


Il messaggio è trasmesso anche dal nome del progetto che, come spiega Lidia, riprende la famosa locuzione latina, Homo faber fortunae suae: l’uomo è artefice della propria sorte. «L’idea è stata concepita tra giugno e luglio – continua – ma prima di implementarla c’è stata parecchia discussione e interazione con miei amici di fiducia, i quali mi hanno suggerito metodi per rendere il programma più attraente per i giovani e diverso da altri già disponibili». Da qua si è poi delineata la fase di auto-apprendimento e di brainstorming. «Ho studiato come realizzare un podcast – spiega Lidia – Poi ho iniziato a pensare a chi mi sarebbe piaciuto avere nel programma, ho stilato una lista delle persone che mi sembravano avere una storia interessante. Mi sono messa in contatto con alcuni di loro e, per la maggior parte, si sono dimostrati molto interessati a partecipare. È stata una bella sorpresa».

Il programma ha già avuto ospiti del calibro di Patrizio Pagano e Carlo Cottarelli, finora gli intervistati sono stati sette. «L’obiettivo è far uscire due episodi per mese e di ampliare l’ambito di appartenenza degli ospiti. Finora la maggior parte erano economisti, ma puntiamo ad espanderci nel campo medico, sportivo, culturale o della moda».

Lidia si occupa della ricerca degli ospiti e delle interviste, ma parla sempre al plurale perché, come tiene a sottolineare, “Homo Faber – Italia” può contare sulla collaborazione di tre altri giovani, impegnati in funzioni diverse. Federica Squeri, milanese e policy advisor a Bruxelles, è stato l’elemento chiave per espandere il progetto sui social, occupandosi della strategia marketing (Homo Faber è attivo su diverse piattaforme, tra cui Spotify, Apple Music, YouTube, Instagram, LinkedIn, Facebook e Twitter). Emiliano Lopez, romano laureato in MA post production alla Met Film School di Londra, si occupa dell’area editing e montaggio. Infine, l’area di graphic design è a carico di un’altra mantovana, Elena Gabella, laureata allo Iusve di Verona in comunicazione grafica e multimediale e ora studentessa di design e comunicazione visiva alla Sapienza. La sua collaborazione è stata fondamentale per il restyling del logo e per la grafica dei video. «Questo progetto non sarebbe da nessuna parte senza di loro – conclude Lidia – Solo tramite le competenze diversificate di un team motivato si può portare un progetto da essere un’idea campata per aria a qualcosa di concreto e di qualità».

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