Rolfi: nuovi mercati per la carne suina e meno burocrazia

L’assessore annuncia fondi per salvare la pera mantovana: «Governo immobile sui danni causati dalla fauna selvatica»

MANTOVA. C’è un patto di filiera in arrivo per gli allevamenti di suini e ci sono fondi già stanziati per combattere gli insetti alieni. Sono stati messi a bilancio interventi idraulici e stratagemmi per snellire la burocrazia ed è pronto un progetto sul latte in polvere che sarebbe perfetto per il recovery fund. Poco si potrà fare, invece, per limitare i danni della fauna selvatica.

Tempo di bilanci e previsioni per l’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Fabio Rolfi. Che nel suo sguardo sul futuro del settore parte dagli allevamenti.


“Stiamo lavorando a una Ocm (Organizzazione comune dei mercato) zootecnia per il prossimo Psr: misure dedicate al comparto con l’obiettivo di accompagnare le aziende nell’innovazione e ottenere una migliore sostenibilità ambientale dei cicli produttivi e una maggiore sostenibilità economica per le imprese”.

Sulla suinicoltura, gli obiettivi sono lavorare per ridurre la frammentarietà e trovare nuovi sbocchi di mercato per valorizzare tutte le parti del maiale e non soltanto quelle destinate al prosciutto.

“Questi saranno i capisaldi del patto di filiera - spiega Rolfi - che proporremo a tutti gli attori. E i fondi regionali saranno vincolati alla firma dell’accordo”.

Finanziamenti in arrivo anche per salvare l’ortofrutta, come la pera mantovana Igp, dalle aggressioni di insetti, funghi e malattie: “Abbiamo messo a bilancio 4,6 milioni di euro per i prossimi tre anni per studiare e combattere gli agenti esterni, insetti alieni su tutti, che stanno creando danni milionari all’agricoltura lombarda. Ricordo che, partendo proprio da Mantova, abbiamo lanciato la vespa samurai come antagonista naturale alla cimice asiatica”. Temi caldi, questi ultimi, quanto quello della burocrazia che frena l’accesso ai bandi da parte delle imprese.

“Mi confronto quotidianamente con le associazioni di categoria e il problema della burocrazia emerge spesso. Sulla digitalizzazione del sistema agricolo investiremo quattro milioni di euro per aggiornare gli strumenti informatici, avere una burocrazia sempre meno impattante, più veloce nei pagamenti e più accessibile. Su alcuni punti possiamo intervenire direttamente, su altri c'è una rigidità europea che bisogna piegare”. Un’altra richiesta delle associazioni di categoria riguarda la possibilità di dirottare i fondi non utilizzati di alcune misure del Psr su altri ambiti. “In realtà tutte le misure del Psr hanno avuto più domande rispetto alla dotazione finanziaria - risponde l’assessore - questo sarà il grande tema della prossima programmazione: ci stiamo battendo per modificare i criteri storici con cui vengono assegnate più risorse alle regioni del sud e meno risorse a quelle del nord”.

Sui fondi europei del recovery fund, il dibattito è ancora aperto: “Se ne parla da mesi e ancora non sappiamo se e quando i soldi arriveranno. La Lombardia ha inviato, prima in Italia, il piano di spesa. Con i fondi del recovery pensiamo a grandi progetti di sviluppo, tra cui anche un impianto lombardo di polverizzazione di latte o siero a servizio della filiera e della rete di caseifici. L’obiettivo è diversificare gli sbocchi di mercato del comparto con la produzione di polvere di latte 100% italiana da destinare all’industria alimentare”. Progetti in arrivo anche sulle infrastrutture: “Nel bilancio del prossimo triennio abbiamo inserito 40 milioni di euro per lo sviluppo infrastrutturale dell’agricoltura attraverso i consorzi di bonifica. Mantova è tra le province più interessate: penso alla manutenzione straordinaria del canale Sabbioncello a Quingentole e Quistello, agli interventi sul canale Gronda Sud e al nuovo impianto idrovoro a Canneto sull’Oglio”.

Nessuna buona nuova per i danni da fauna selvatica. Quest’anno, per la prima volta, la Regione non riuscirà a risarcire tutti i danni accertati, ma, a quanto pare, non arriveranno altri fondi.

“Sulla fauna selvatica c’è un immobilismo a Roma sconcertante. Si possono aumentare i fondi regionali e intervenire per sbloccare quelli nazionali, ma è tutto inutile finché non si farà un serio piano di contenimento. Abbiamo sfruttato tutte le pieghe della norma nazionale, talvolta gettando anche il cuore oltre l'ostacolo, ma finché non si cambierà la normativa nazionale gli interventi saranno solo piccole toppe a un buco enorme”. —


 

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