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Recupero dei negozi sfitti a Mantova: c’è il via libera del Comune

La giunta vara il regolamento per gli usi temporanei: ultima parola al consiglio. Un immobile potrà cambiare uso e diventare una media struttura di vendita

MANTOVA. Il recupero di immobili è, secondo l’amministrazione comunale, la chiave di volta per ridare ossigeno al commercio messo a dura prova dalla crisi economica innescata dalla pandemia. Bisogna, però, essere più «flessibili» sulle destinazioni d’uso. Per questo la giunta ha messo a punto un regolamento per gli usi temporanei dei tanti negozi sfitti che costellano il centro storico di Mantova e che, se non si correrà ai ripari al più presto, aumenteranno nei prossimi mesi. In pratica, è stato messo mano a quella che il sindaco Mattia Palazzi definisce una «norma insensata ereditata nel nostro Pgt (Piano di governo del territorio, ndr)» che finora ha impedito di valorizzare appieno immobili commerciali per non superare i 250 metri quadrati di superficie di vendita. Quando il consiglio comunale avrà approvato il nuovo regolamento sarà possibile usare temporaneamente quei negozi e «da gennaio – promette il primo cittadino – avvieremo anche una variante generale del Pgt per renderlo possibile definitivamente».

Va detto che gli usi temporanei sono stati introdotti di recente nella disciplina edilizia e urbanistica e hanno come fine quello di attivare la rigenerazione urbana, la riqualificazione di aree degradate, il recupero e la valorizzazione di immobili e spazi urbani dismessi o in via di dismissione; e favorire, nel contempo, lo sviluppo di attività economiche, sociali, culturali anche con usi diversi da quelli previsti dal Pgt.


Spiega l’assessore all’urbanistica Andrea Murari: «Gli attuali strumenti sono troppo rigidi e penalizzano chi vuole investire per recuperare il patrimonio, soprattutto in centro storico. Oggi ci troviamo di fronte a situazioni paradossali, soprattutto in centro, dove si trovano negozi che tengono chiusi gli spazi di cui potrebbero disporre per non superare i 250 metri quadrati di vendita, il limite che impone il Pgt dove non sono localizzate medie strutture. Inoltre, ci sono immobili di pregio, che dispongono di grandi metrature, oggi dismessi, su cui tutti gli interessi di potenziali investitori che ci hanno contattato si sono scontrati con il limite di metratura imposte dalle nostre regole urbanistiche fissate dal Pgt del 2012». Spesso si tratta di grandi marchi che hanno bisogno di grandi metrature e che, invece, non potendo superare i 250 metri quadrati in uno stabile senza destinazione d’uso commerciale sono costretti a rinunciare. Per favorire il loro insediamento il Comune come primo passo consentirà gli “usi temporanei” per poi fissare la norma definitiva all’interno del nuovo Pgt.

«Se si vuole combattere il consumo di suolo – osserva l’assessore – bisogna facilitare il recupero dell’esistente, rilanciando il centro storico come distretto del commercio. Se non permetti di fare nulla in città, chi vuole investire lo fa altrove».

La durata dell’uso temporaneo è di tre anni, rinnovabili per due, e andrà regolato da una convenzione che sarà approvata dalla giunta. Chi lo richiede non dovrà cedere aree per i servizi al Comune e potrà agire in deroga agli attuali strumenti urbanistici. «Quei pochi immobili – dice il sindaco – che hanno superficie commerciale ampia devono poter essere sfruttati per intero; diversamente, nessuno investirà per recuperali e dargli nuova funzione commerciale».
 

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