Via al progetto discarica alle porte del Mantovano: rifiuti per 1,5 milioni di metri cubi

Sorgerà in Veneto a 2 chilometri da Bigarello e Susano: vita prevista 15 anni, Già presentata la richiesta di autorizzazione, saranno coinvolti i Comuni vicini

CASTEL D'ARIO - SAN GIORGIO BIGARELLO. È stato presentato nei giorni scorsi alla Regione Veneto il progetto di discarica per rifiuti non pericolosi che dovrebbe sorgere in adiacenza al confine di Castel d’Ario e San Giorgio Bigarello, nel territorio del Comune di Sorgà, in località “De Morta”. L’impianto, proposto dalla Rottami Metallici Italia (Rmi) spa, è pensato per accogliere un milione e mezzo di metri cubi di scarti costituiti dalla parte finale del riciclo delle automobili (il cosiddetto “car fluff”), da rifiuti misti inerti, scarti di fusione e rifiuti da bonifiche. La vita operativa prevista è di 10 anni ai quali si dovranno aggiungere i due di progettazione e costruzione ed i tre finali che seguiranno l’ultimo conferimento. Il Comune di Sorgà, nel cui territorio è stato progettata la discarica, si è già dichiarato contrario.

La ditta proponente è un colosso leader del riciclo auto da demolizione in Italia. Possiede già due impianti a Sona di Castelnuovo del Garda (da 2.200 tonnellate al giorno) e a Lainate, in provincia di Milano. Grazie a questi, è in grado di raccogliere il 90% dei residui degli sfasciacarrozze veneti ed il 40% di quelli lombardi, regioni dove si concentra il 40% dei veicoli fuori uso in Italia.


Dovendo entro qualche anno abbandonare il sito di Sona, la ditta ha ricercato un nuovo sito per collocare gli scarti del lavoro di cernita e riciclo dei veicoli. Dopo avere indagato una decina di aree, la scelta è caduta sulla Corte De Morta, ex azienda agricola a 170 metri dal confine mantovano nonché 1.500 metri da Susano e 2mila da Bigarello.

Qui il progetto prevede di insediarsi su un’area di 17 ettari, con due lotti di discarica che creeranno una collinetta a semicerchio. Il conferimento previsto è di 150mila tonnellate di rifiuti e 15mila tonnellate l’anno di inerti per una durata di dieci anni.

Pur non essendo materiale prettamente organico, l’impianto svilupperà 1,8 milioni di metri cubi l’anno di biogas, che sarà bruciato sul posto. A regime, saranno 13mila metri cubi ogni anno i percolati, cioè le acque di dilavamento prodotte, che saranno stoccate in una vasca e 8 serbatoi per poi essere trattati a calce e acido solforico. Previsti infine sei scarichi idrici nella fossa De Morta e quindi nel collettore Acque Alte Mantovane che recapita nel Tione e 2mila tonnellate l’anno di fanghi.

Numeri notevoli vista l’estensione dell’impianto. Basti pensare che gli scavi iniziali asporteranno 300mila metri cubi fra terreno e argilla che saranno utilizzati nella ricopertura finale, un lavoro che durerà tre anni. Pur non trattandosi di rifiuti pericolosi, la ditta ha previsto per i circa 2 km di perimetro della discarica la piantumazione di duemila alberi e 2.500 arbusti che ricreeranno una sorta di piccolo bosco che racchiuderà la collinetta erbosa finale. 

 

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