Mantova, anziani soli anche dopo le festività: Auser, mobilitiamo i nostri giovani

Il presidente Chiribella: da gennaio più contatti telefonici e video con gli over 75 grazie a studenti e scout

MANTOVA. «Potenzieremo i servizi dedicati agli anziani a partire da gennaio. Le vacanze finiscono, la solitudine no». Le feste di Natale sono da sempre una prova del fuoco per gli anziani soli. Con l’emergenza Covid le cose non sono migliorate. La parziale apertura alle visite dei parenti, consentite dal Dpcm, ha in parte attenuato il rischio depressione. Ma il clima natalizio è già tramontato, mentre la pandemia continua a spingere una bella fetta di popolazione anziana (over 75) a rinchiudersi in casa.



Le associazioni di volontariato hanno più volte segnalato il rischio di depressione per gli anziani che vivono soli. «Un problema che non vivono solo a Natale – osserva Edoardo Chiribella, presidente di Auser provinciale – per questo motivo stiamo finalmente per lanciare dei nuovi servizi di contatto telefonico e video rivolto a persone anziane sole. Sono servizi che coinvolgeranno dei giovani e che entreranno in funzione in gennaio. L’obiettivo non è soltanto quello di verificare che le persone che seguiamo stiano bene. Vogliamo che in questo periodo critico per i rapporti con le altre persone a causa del Covid, queste persone abbiano la possibilità di chiacchierare e di socializzare anche stando in casa».



Auser segue, attraverso i contatti telefonici, almeno duecento anziani tra città e provincia. I volontari sono suddivisi nelle sedi di Mantova (10), Revere (10) e Castel Goffredo. «In città siamo già partiti con il primo progetto coinvolgendo gli scout di Mantova 7 – spiega Chiribella – per il momento sono in quattro, ma aumenteranno nelle prossime settimane. Affiancano i nostri volontari nelle attività che possiamo offrire in questa fase».



Chiribella spiega che tutti i giovani coinvolti sono maggiorenni. «Un’altra iniziativa – prosegue – è “Adotta un nonno” e coinvolgerà alcuni giovani universitari. Si tratta di un progetto lanciato da Auser nazionale. Noi avremo questi sette ragazzi, entreranno in contatto telefonico con anziani soli che individueremo. In questo caso puntiamo a offrire all’anziano la possibilità di chiacchierare con un giovane, raccontargli i suoi ricordi e ascoltarlo come farebbe un nonno con un nipote. Ovviamente i nostri volontari sono pronti a intervenire se dovessero nascere problemi».



Il terzo progetto si basa invece sulle videochiamate. Sarà necessario che tanto il volontario quanto l’anziano abbiano a disposizione gli strumenti necessari. «Questa è un’iniziativa legata a un progetto governativo nazionale che si chiama Time to Care – precisa Chiribella – per i sei giovani coinvolti si tratta di un'esperienza paragonabile al servizio civile». Il collegamento in video ha lo scopo di potenziare «l’effetto presenza» dell’interlocutore. «L’avevamo già sperimentato a Castel Goffredo con risultati molto interessanti, tanto da averne fatto un libro» conclude Chiribella. 
 

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