Trovato il pozzo che inquinava: migliora l’acqua delle frazioni

I tecnici Ireti hanno iniziato la pulizia delle tubazioni con lavaggi speciali e spurghi Da ieri sono spariti colore giallastro e cattivi odori. Il problema da una settimana

VIADANA (cogozzo-cicognara). La qualità dell’acqua erogata dai rubinetti di Cicognara e Cogozzo è cominciata a migliorare nel pomeriggio di ieri: intorno alle 18, stando alle testimonianze dei residenti, l’odore sgradevole e le impurità giallastre erano quasi del tutto scomparse. È probabile, tuttavia, che l’acqua possa rimanere leggermente torbida ancora per qualche giorno.

In mattinata era stato intanto individuato il pozzo privato, presso un’azienda del posto, che da qualche giorno pompava acqua non trattata nella rete idrica pubblica. L’inconveniente è stato sistemato, e i tecnici Ireti (società di gestione dell’acquedotto, impegnati a fronteggiare la problematica ormai dal giorno della Vigilia) hanno potuto così provvedere alla pulizia delle tubazioni mediante speciali lavaggi e azioni di spurgo. I rubinetti delle abitazioni avevano cominciato a erogare acqua contaminata già la sera di martedì scorso. Il fenomeno ha di fatto rovinato a molti residenti le festività natalizie. Pesanti i disagi: l’odore metallico e la colorazione giallastra rendevano impossibile utilizzare l’acqua per scopi alimentari, per l’igiene personale o per lavatrici e lavastoviglie. Persino i gatti la rifiutavano, e alcuni hanno lamentato leggere orticarie dopo essersi fatti inconsapevolmente la doccia con l’acqua ferrosa. Molti cittadini si sono adattati a utilizzare l’acqua minerale in bottiglia per tutti gli scopi possibili, al punto che c’è stato chi, mediante i social, aveva suggerito al Comune di rifornire la popolazione di bottiglie e taniche. Le tracce metalliche hanno sporcato in modo persistente i sanitari, e alcuni hanno rilevato addirittura la formazione di cristalli gialli dentro i rubinetti. Per fortuna le analisi chimiche e batteriologiche hanno quantomeno rassicurato sul fatto che l’acqua in circolo, pur non trattata, non era pericolosa per la salute umana e non presentava particolari problemi igienico-sanitari.


I by-pass tra impianti privati e reti idriche pubbliche, proprio perché almeno in potenza pericolosi, sono vietati. L’auspicio espresso da molti cittadini, pertanto, è che l’azienda responsabile della contaminazione venga sanzionata, e che Ireti si faccia risarcire il danno.

C’è anche chi fa notare che, per quasi sei giorni, i rubinetti non hanno erogato acqua coi parametri qualitativi di riferimento, e auspicano pertanto che il costo del servizio idrico venga abbuonato almeno per il corrispondente periodo di tempo. Per il futuro, nella speranza che non si ripetano episodi simili, alcuni residenti chiedono comunicazioni più adeguate: «Gli avvisi di sicurezza devono raggiungere la generalità della popolazione, non bastano i post sul sito del Comune o sul profilo facebook del sindaco». —

 

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