Fa freddo: treni in ritardo. L’odissea per andare da Mantova a Milano

Un convoglio partito lunedì 28 dicembre dalla stazione di piazza don Leoni  è arrivato 195 minuti dopo, un record. Trenord e Rfi: colpa della situazione eccezionale causata da ghiaccio e neve  

MANTOVA. A Mantova non è nevicato, a Milano ne sono caduti 17 centimetri secondo l’Osservatorio meteo; eppure lunedì, per chi ha utilizzato i pochi treni disponibili, spostarsi tra le due città è stata un’odissea.

Ne sanno qualcosa i passeggeri prima del treno partito nel tardo pomeriggio dalla stazione centrale di Milano, atteso a Mantova per le 18.20 e arrivato invece con due ore di ritardo e poi, soprattutto, quelli del convoglio ripartito alla volta del capoluogo meneghino 20 minuti dopo: a Milano quel treno è arrivato con ben 195 minuti di ritardo, un record a memoria di pendolare.

Dall’ufficio stampa di Trenord allargano le braccia: «Colpa della nevicata e del ghiaccio che si è formato sui binari» affermano, insistendo sul fatto che «non ci sono stati problemi derivanti dai nostri mezzi, ma solo dalle linee. Rivolgetevi, dunque, a Rfi». Anche Rete ferroviaria italiana respinge qualsiasi rilievo: «I problemi alle infrastruttura - dicono dall’ufficio stampa - sono stati provocati dalla neve. Qui ne è venuta tantissima».

Il convoglio in partenza da Mantova alle 18.41 ha lasciato la stazione verso le 21. Nel suo lento procedere verso Milano ha poi accumulato altro ritardo.

«Lunedì - spiega Andrea Bertolini, responsabile dell’Utp - sono stati soppressi molti regionali. Ciò ha comportato che sulla linea Mantova-Codogno i treni locali abbiano fatto tutte le fermate sino a Milano. Non capisco la scelta di Trenord di sopprimere tanti treni per il maltempo. Credo che il governatore Fontana oltre che su come ha gestito la sanità debba riflettere anche sui trasporti. Ai viaggiatori a Mantova avevano detto che la causa del ritardo era da ascriversi al fatto che prima Trenord aveva soppresso il treno in partenza da Milano, per poi ripristinarlo, salvo perdere tempo alla ricerca del personale di bordo».Trenord smentisce.
 

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