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Mantova, il presidio Corneliani si sposta in centro e la voce della fabbrica apre il consiglio comunale

Lo sciopero raddoppia e il sindaco Palazzi va tra le operaie in presidio. Orezzi (Filctem Cgil): basta con il teatrino del terzo investitore fantasma  

MANTOVA. Portare la loro voce nel cuore del dibattito politico cittadino. E intanto confidare nei tavoli tra ministero dello sviluppo economico e società così come nelle parole del sindaco quando dice di sperare che nei prossimi giorni arriveranno notizie sul terzo investitore al momento ancora fantasma.

Si chiude così, con la certezza che oggi 30 dicembre saranno in via Roma ad aprire il consiglio comunale mentre il presidio dalle 15 si sposterà in piazza Martiri di Belfiore, il secondo giorno di mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori Corneliani iniziato con il raddoppio delle ore di sciopero rispetto a lunedì 28, un falò in un bidone per scaldarsi, tè fumante, vin brulè e dolci da offrire a chi ha voluto essere nel piazzale di via Panizza con loro e per loro.

Come il sindaco a cui le Rsu, alla presenza dei segretari generali dei sindacati di categoria Michele Orezzi di Filctem Cgil e Gianni Ardemagni di Femca Cisl, hanno presentato una richiesta forse piccola ma così importante: poter intervenire al consiglio comunale convocato per le 16 di oggi.

Mantova, il sindaco al presidio Corneliani

«Sono assolutamente d’accordo» ha risposto Palazzi mentre era già al telefono per fare in modo che nel rispetto delle normative anti-Covid due operaie possano portare, come spiega Orezzi, «la voce della fabbrica, le loro paure, le insicurezze e la loro rabbia costruttiva e intelligente nel cuore del dibattito cittadino: penso che sia una grande opportunità per fare conoscere la realtà di chi vive dentro la fabbrica in queste giornate di mobilitazione e scioperi fuori dai cancelli, e portarla all’attenzione della politica e di tutti i cittadini».

Ma Palazzi al presidio ha portato anche un tenue barlume di speranza per la vertenza: «Siamo in una fase nella quale si stanno definendo le procedure tecniche per sbloccare i 10 milioni del governo e so che sono in corso incontri tecnici tra la società e Invitalia, per conto del Mise – ha detto – Dall’altra parte credo sia fondamentale prendere tempo (per questo ho insistito con Investcorp per la proroga alla scadenza concordataria) anche per la verifica dei potenziali nuovi investitori di cui spero potremo nei prossimi giorni già avere notizie certe».



Notizie su quell’ «investitore fantasma» come lo definisce Orezzi che non esita a parlare di «farsa»: «Non si può andare avanti così. Nel momento in cui c’è un investitore che vuole entrare, affiancare gli attuali azionisti, sostituirli, non ha senso continuare a traccheggiare con questo teatrino. Se c’è, è concreto e vuole davvero investire e non approfittare di una crisi per fare qualche affare poco chiaro si presenti al Mise, il ministero lo valuti e se sarà considerato all’altezza della sfida industriale si convochi il tavolo con le parti sociali per un confronto finalmente a carte scoperte». Per dare alle lavoratrici Corneliani quello che chiedono oltre un anno ormai: «Garanzie e certezze».


 

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