Palazzi: ecco la mia Mantova  basata su crescita e cura

Il sindaco ha illustrato in aula le linee programmatiche: pronto lo studio di fattibilità di Rfi per i sottopassi di porta Cerese e Gambarara



MANTOVA. «Crescita e cura». Ecco le parole chiave delle linee programmatiche del sindaco Mattia Palazzi che lui stesso, ieri sera, ha illustrato in consiglio comunale in un intervento di 55 minuti. Che ha suscitato un vivace dibattito in aula, proseguito poi con il voto su ognuno dei 43 emendamenti presentati dall’opposizione di centrodestra e ambientalista e con il voto finale giunto a tarda ora (senza sorprese a favore di Palazzi dal tono dei vari interventi degli esponenti di maggioranza). Oggi alle 16 l’aula tornerà a riunirsi per il voto finale su bilancio 2021 e Dup.


Ieri Palazzi è partito da «crescita e cura» per illustrare la sua visione di città. «Crescita - ha detto - è il percorso intrapreso da noi in questi anni e di cui ha bisogno tutto il territorio. Crescita significa occupazione, opportunità di lavoro, residenti, ricerca, università, garantire l’ autonomia delle persone. Cura significa, invece, recuperare le condizioni che fanno della città un luogo dove si offrono opportunità e si abbattono barriere».

Insomma, significa «recuperare la qualità della vita come abbiamo fatto nello scorso mandato intervenendo sui quartieri, e che continueremo a fare» Ha illustrato il suo progetto di revisione del Pgt per consumare meno suolo, di un Migliaretto che deve rimanere alla città «ma non per fare l’aeroporto, ma un bosco». Ha stoppato l’idea che il Comune possa acquistare l’area del lago Paiolo.

«Lavoreremo sulle grandi infrastrutture come l’asse sud che la Regione deve sganciare da un’autostrada Mantova-Cremona che non si sa se si farà». Lavoro e infrastrutture per Palazzi «sono inscindibili» come dimostra la vicenda della Valdaro spa, «risanata e capace di portare posti di lavoro». Il porto, nella sua visione, «è la leva fondamentale per lo sviluppo della città» e ha annunciato che «Rfi ha terminato i due studi di fattibilità sui sottopassi di porta Cerese di Gambarara per eliminare i passaggi a livello. Ho già parlato col ministro De Micheli per ragionare del finanziamento e per inserire quelle due opere nel contratto di programma tra il ministero delle infrastrutture e Rfi».

È stata anche l’occasione per rispondere alle richieste avanzate dal centrodestra con le «osservazioni»: «Volete la tangenziale ovest, ma il Comune non può pagarla. Toccherebbe alla Regione ma è una vergogna che nel suo piano Marshall non ci sia un euro per i nostri progetti sulla viabilità. È uno sgarro alla città». No anche alla proposta di Ztl flessibili: «Vogliamo riportare in centro servizi, uffici e residenti, non auto». Infine, ha promesso che Mantova hub andrà avanti così come i progetti del parco del Te e della forestazione da Angeli al Migliaretto.

Nel dibattito la minoranza di centrodestra ha criticato le linee. L’ambientalista Gloria Costani, invece, vi ha trovato «elementi condivisibili, però le politiche ambientali possono essere affrontate meglio». A tal proposito ha ripreso una frase del sindaco secondo il quale non bisogna avere pregiudizi sulle industrie che si insedieranno a Mantova. «Io non ho pregiudizi - ha detto l’esponente di Saf - ma sono cauta. Il petrolchimico ha distrutto il lago di Mezzo e non dimentico il disastro dei sarcomi provocati dal suo inceneritore. Se noi ambientalisti non avessimo cominciato in quegli anni a rompere le scatole molte leggi di oggi non ci sarebbero». Quindi, «nuovi insediamenti industriali non possono prescindere dal carico inquinante globale del territorio. Non se ne può aggiungere altro».

La Costani si è soffermata sulla mobilità: «Io - ha detto a mo’ di battuta, ma forse non troppo - farei una Ztl da piazza Sordello a porta Cerese. E continuerei sulla strada delle ciclabili per collegare la città con i Comuni limitrofi».
 

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