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Le priorità di Palazzi per Mantova.«Nuovi cantieri e caccia ai fondi per la ripartenza»

L’agenda del sindaco tra emergenza sanitaria ed economica. «Tra gli impegni immediati parco del Te e porto di Valdaro»

Sandro Mortari
5 minuti di lettura

MANTOVA. Mattia Palazzi, sindaco di Mantova, la città come tutto il paese sta soffrendo per l’emergenza economica causata da quella sanitaria. Come può il Comune ridare speranza alla sua gente?

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«Non smettendo nemmeno per un minuto di occuparsi della città, dalla vita quotidiana dei mantovani ai grandi progetti che disegnano il futuro di Mantova. È ciò che stiamo facendo dal primo giorno di questo maledetto virus, impegnando risorse come nessun altro Comune, in rapporto agli abitanti, per aiutare le categorie più colpite e continuando a macinare cantieri e progetti per rifare la città. Dalle elezioni ad oggi, in tre mesi, abbiamo portato a Mantova quasi sette milioni di euro da finanziamenti e bandi vinti. E sono contento di comunicare che Rfi ha terminato i primi due studi di fattibilità tecnico-economica per i sottopassi di Porta Cerese e Gambarara. Adesso sta a me trovare le risorse con il ministero e Rfi. Ci impegneremo a fondo per riuscirci. Proprio in una fase così difficile per tutti, non fermare l’azione amministrativa della città è stato, ed è, fondamentale per non far vincere sfiducia e scoramento. È difficile, ma dobbiamo metterci tutti il doppio delle energie e costruire insieme una nuova partenza».

Cosa si aspetta dalle altre istituzioni come Regione e Governo nell’anno nuovo per ridare slancio a Mantova?

«Mi aspetto due cose: risorse ai Comuni in spesa corrente per recuperare le numerose entrare in meno a causa del Covid e ancor più risorse per investimenti, per opere pubbliche. Le risorse date ai Comuni diventano cantieri in poco tempo e danno lavoro. È fondamentale far ripartire l’economia e farlo senza tornare all’idea centralista, statale e regionale, pre Covid. A mio parere, se l’Italia è uno dei Paesi che negli ultimi venti anni cresce meno è anche perché si sono date sempre meno risorse ai Comuni per investimenti. Il bilancio dello Stato è pieno di miliardi di infrastrutture sulla carta e non realizzate da anni e anni. Le risorse date ai Comuni diventano opere concrete in meno di un anno. Serve ribaltare la logica di questo Paese, noi sindaci siamo pronti a caricarci sulle spalle la ripartenza del Paese».

A quando la nuova governance del porto di Valdaro con il coinvolgimento dei privati?

«Dobbiamo riuscirci entro primavera. Con Regione Lombardia e Provincia ne abbiamo già discusso più volte, adesso va chiusa la partita. La mia idea è la società pubblica per la governance, che potrebbe essere la Valdaro spa e poi una società di gestione, con un impronta imprenditoriale. Nella governance le realtà alle quali guardo, oltre naturalmente agli enti Provincia, Comune e Regione, sono Zai e Autobrennero, che ha nel suo Piano economico finanziario 50 milioni di investimenti su Valdaro».

Cosa ne pensa della strisciante crisi di governo che pervade i partiti a Roma? Vista la situazione del Paese, meglio andare avanti con Conte, fare un governo Draghi o andare alle elezioni?

«Penso che nel merito non si possa sprecare la grande e rara occasione del Recovery Fund e che in un piano che ha l’ambizione di segnare la direzione di marcia del Paese per i prossimi anni non si può non coinvolgere i sindaci. Rispetto alle elezioni, credo sinceramente che in questo momento sia l’ultimo dei pensieri degli italiani. Vorrei però anche dire che ciclicamente l’Italia arriva ad un punto nel quale invoca il tecnico per salvare tutto. Personalmente la riterrei l’ennesima sconfitta della classe dirigente politica del Paese. In fasi dure come queste serve semmai più politica, perché bisogna non solo uscire da una crisi sanitaria, sociale ed economica, ma decidere su quali fondamentali deve ripartire il Paese».

Nonostante le spese per il Covid il 2021 si preannuncia anno di grandi investimenti a partire dal parco Te. Ce la farà il bilancio a sostenere quelle spese?

«Assolutamente sì, perché ricordo che il parco del Te siamo riusciti a finanziarlo con 5 milioni di euro ottenuti dallo Stato, per cui non gravano sul bilancio del Comune, semmai danno lavoro a ditte e fornitori del territorio. Su altre opere, come abbiamo fatto con successo nei cinque anni precedenti, cerchiamo le risorse. Abbiamo realizzato oltre 400 cantieri tra il 2015 e 2020, grandi e piccoli. Tutto ciò senza aumentare le tasse di un solo euro, anzi diminuendole come per l’Irpef comunale e senza indebitare il Comune di un euro».

Sarà più difficile visto le minori entrate per il Covid?

«Certamente sì. Per questo da gennaio intendo rafforzare l’ufficio bandi per avere ancora più capacità di reperimento risorse. Abbiamo ribaltato la prassi del Comune: prima si facevano i progetti se c’erano risorse, da cinque anni si fanno i progetti per cercarle. È una logica imprenditoriale, ma penso che nella pubblica amministrazione di sane e positive logiche imprenditoriali ne andrebbero inserite diverse».

I 6,5 milioni per Mantova Hub che lei ha chiesto al governo arriveranno con il Milleproroghe. Non crede che con tutto quello che sta spendendo lo Stato per l’emergenza sanitaria quei soldi potrebbero servire per altre cose?

«No, penso esattamente il contrario. Se vogliamo far ripartire l’economia lo Stato e le Regioni devono finanziare le opere pubbliche dei Comuni. Con il prossimo decreto ristori il governo avrà speso 140 miliardi di euro in ristori. Quasi quattro leggi finanziarie per capirci. Una cifra enorme ed è stato giusto perché servono, ma sappiamo tutti che solo gli investimenti generano posti di lavoro e pil, e senza gli investimenti l’Italia sarà strangolata dal debito pubblico che raggiunge il 160% sul pil».

Società Autobrennero tutta pubblica. Si riuscirà a farla entro dicembre o si rischia la gara europea?

«Entro dicembre è impossibile, ma il tempo dato è entro la primavera. Io sono convinto che si eviterà la gara e, personalmente, lavoro per questo».

Come si fa a sostenere il peso di quel 70% di elettori che l’hanno rieletta?

«Non pensandoci e lavorando ogni giorno come fosse il primo giorno del mio primo mandato, mantenendo i piedi ben piantati per terra e provando a fare del mio meglio».

Quali interventi del suo Comune caratterizzeranno il 2021?

«Saranno su vari fronti, da interventi sulla viabilità, come il rondò di via Visi e il sottopasso pedonale della stazione: per quest’ultimo a gennaio partirà la gara per i lavori. Il nulla osta della sovrintendenza è arrivato solo una settimana fa e i lavori partiranno, pertanto, a fine primavera. Poi interventi sulle scuole, sul patrimonio, come Palazzo Te, il Parco del Te e l’esproprio del cosiddetto magone di Colle Aperto che da anni e anni deturpa il quartiere».

Si aspetta qualcosa dal Recovery fund?

«Mi aspetto investimenti importanti sulla navigabilità commerciale e, quindi, sul sistema portuale anche di acque interne. Se agiamo di concerto, Regione, Provincia e Comune, può davvero rappresentare la svolta per Valdaro. Quasi un terzo delle merci da nord passa dall’Autobrennero, è evidente che Valdaro rappresenta lo sbocco naturale per riuscire a incentivare il passaggio da gomma a ferro e acqua di parte del trasporto merci. Ma servono interventi infrastrutturali e anche norme nazionali che incentivino il trasporto su acqua».

A Mantova Hub era previsto il centro ricerche per le piante di cui, almeno pubblicamente, si sono perse le tracce. Si farà?

«Sì, si farà, realisticamente nel 2022, insieme alla Fondazione sulla sostenibilità che vede impegnata Tea spa».

In che settore teme che la sua azione di governo possa essere rallentata dall’epidemia?

«L’impatto rilevante sul bilancio del Comune è relativo alle entrate, pensiamo ai parcheggi ad esempio, ma non solo. Tutte entrate con le quali il Comune finanzia la spesa corrente, ossia welfare, cultura, turismo e sport. Per questo è fondamentale che, così come ha fatto nel 2020, il Governo metta almeno 4 miliardi sulla spesa corrente per i Comuni nel 2021. Ad oggi siamo lontani da questa cifra».

Crede che il Pd, suo partito di riferimento, possa essere messo in difficoltà, in Comune, dalla sua lista civica che ha un solo consigliere in meno?

«Assolutamente no, siamo legati da un programma condiviso, da stima tra le persone e da cinque anni di governo condiviso della città. Il Pd ha dimostrato di poter aumentare il proprio consenso pur con il grande risultato della mia civica e d’altronde se non fosse stato così non avremmo certo superato il 70% dei voti degli elettori mantovani. Abbiamo governato cinque anni tutti uniti e così sarà anche per questo mandato. Il mio compito è quello sempre di unire e tenere insieme tutte le liste che hanno condiviso valori e proposte per la città».

Che augurio fa ai suoi concittadini per il 2021 e che cosa si sente di promettere loro?

«L’augurio è innanzitutto quello di poter presto uscire da questa pandemia, di avere presto il vaccino per tutti e di tornare a vivere pienamente la quotidianità. Ciò che prometto è di metterci sempre il massimo impegno per aiutare la nostra città ad essere unita, giusta e intraprendente».

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