Pd e 5Stelle chiedono lo stop al raddoppio della centrale di Ostiglia

Forattini e Fiasconaro presentano un’interrogazione: «La situazione è già critica. Chiediamo agli enti di esprimere parere negativo» 

OSTIGLIA. I consiglieri regionali Antonella Forattini (Pd) ed Andrea Fiasconaro (M5S) hanno presentato congiuntamente un’interrogazione con la quale chiedono che le istituzioni locali, dalla Regione Lombardia, alla Provincia, ai Comuni interessati, dicano no al progetto di raddoppio della centrale termoelettrica di Ostiglia.

«Abbiamo presentato - sottolineano i consiglieri mantovani - un’interrogazione in commissione. La situazione è già critica, ora pertanto chiediamo alla Regione e agli enti locali, Comune e Provincia, di valutare di esprimere un parere negativo al raddoppio della centrale termoelettrica. È vero che l’autorizzazione è nazionale ma sicuramente i pareri locali avranno un peso. Nel momento in cui l’Europa impone di tagliare le emissioni di CO2 del 50% fare una scelta di questo tipo è del tutto insensato».


Il progetto è stato presentato dall’attuale proprietà, la società Ep con sede nella Repubblica Ceca, la scorsa estate. Prevede di abbattere le attuali cisterne non più utilizzate per olio pesante nell’area Borgo San Giovanni, sulla strada Vignale per Correggioli, e di sostituirla con un impianto di produzione alimentato a metano chiamato Gruppo 5. Contemporaneamente, nell’attuale centrale sui tre gruppi esistenti verrà installato un sistema SCR (Selective Catalytic Reduction) per l’abbattimento della gamma di ossidi di azoto che inquinano l’aria.

Con questo gruppo 5 la centrale di Ostiglia quasi raddoppierebbe passando da 1168 MW a 2091 MW. La società intende investire nel progetto circa 400 milioni di euro.

La valutazione d’impatto ambientale è già iniziata ed un primo parere è stato già presentato.

È quello dell’Istituto Superiore di Sanità che segnala come la situazione dell’aria nel Basso Mantovano sia già critica e che non bastano i controlli ambientali, ma nel caso del nuovo impianto servirà mettere in campo un monitoraggio costante della salute della popolazione.

Tra le motivazioni presentate dalla Società EP Produzione Spa la coerenza al Piano Nazionale integrato per l’Energia e il Clima del 2020 che prevede per l’Italia l’uscita dal carbone per la produzione di energia entro il 2025.

«Investire in una tecnologia che è destinata ad essere soppiantata in un prossimo futuro - conclude Antonella Forattini - lascia molto pensare. Mi auguro che gli enti coinvolti nelle decisioni, valutino tutti gli aspetti di questa vicenda».


 

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