Raddoppio della centrale mantovana Ep: «Valutare le polveri nell’aria»

Il parere dell’Istituto superiore di sanità: «Serve un piano di sorveglianza per le patologie in zona»

OSTIGLIA. Arriva il primo parere nella procedura di Valutazione impatto ambientale nazionale promossa da Ep produzione per poter procedere al raddoppio della centrale termoelettrica di Ostiglia. È quello dell’Istituto superiore di sanità (Iss) che sostanzialmente, approvando gli sforzi fatti nel tenere sotto controllo gli inquinanti prodotti nel ciclo industriale, chiede all’azienda ulteriori approfondimenti. In particolare sulla qualità dell’aria e sulle ricadute sui terreni di sostanze non desiderate che, col tempo, potrebbero esporre uomini, animali e vegetali a effetti cumulati.

Come si ricorda, il progetto prevede di costruire ex novo, sul sito delle attuali cisterne sulla strada per Correggioli, un nuovo gruppo produttivo alimentato a metano da 923 megawatt (Mw) che si aggiungerebbe a quello attuale da 1.168 Mw. Contemporaneamente sui gruppi esistenti sarebbero installati abbattitori degli ossidi di azoto.


L’Istituto superiore di sanità commenta che se dai camini usciranno meno ossidi d’azoto, nondimeno farà la sua comparsa un nuovo inquinante, l’ammoniaca, per la quale il Mantovano «rappresenta già una criticità» per la forte presenza agricola e zootecnica. In più, «la qualità dell’aria nella zona presenta ancora delle criticità» soprattutto relativamente alle polveri (Pm 10 e Pm 2,5) con frequenti superi giornalieri dei limiti. Da ultimo, conclude l’Iss, serve valutare anche le ricadute al suolo dei fumi sui terreni agricoli e le acque, prevedendo saggi di tossicità sugli animali per quanto riguarda il rischio cumulativo, ovvero di una prolungata esposizione nel tempo. Cosa che ha spinto l’Iss a chiedere un monitoraggio epidemiologico della popolazione con un «piano di sorveglianza per le patologie associabili agli inquinanti emessi dall’impianto» Dal canto suo, il Comitato intercomunale Aria Pulita sul tema del raddoppio della centrale ha chiesto al Comune di Ostiglia e al Consorzio Oltrepò di «dare la possibilità ai cittadini di partecipare attivamente e in modo trasparente a un processo decisionale rilevante che non riguarda solo Ostiglia e l’Oltrepò».

Intanto un cittadino, l’ingegner Fabio Benazzi, ha presentato al Comune di Ostiglia le proprie osservazioni in merito al progetto, partendo dalla considerazione che già oggi la potenza di produzione elettrica nel Mantovano (3.500 Mw) è largamente superiore ai consumi e che la nostra area è inidonea a una nuova installazione.


 

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