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Mantova hub, è andata: lo Stato ci mette 6.5 milioni

Il contributo reintrodotto a fine anno dopo l’esclusione dal decreto Ristori. I soldi serviranno per conservare l’antico cimitero ebraico di San Nicolò

Sandro Mortari
2 minuti di lettura



MANTOVA. Non poteva iniziare meglio l’anno nuovo per il sindaco Mattia Palazzi. Nella gerla della Befana ha trovato i sei milioni e mezzo che attendeva per proseguire i lavori di Mantova hub – contributo escluso a metà dicembre dal decreto Ristori – e soprattutto per chiudere la partita con la comunità ebraica e i rabbini intransigenti circa la valorizzazione dell’antico cimitero ebraico di San Nicolò.

Proprio il 31 dicembre il capo dello Stato Mattarella ha firmato il decreto Milleproproghe, con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale e l’immediata entrata in vigore di tutte le norme contenute, compreso lo stanziamento per Mantova hub. Che si trova all’articolo 13 comma 9 dove è scritto che i soldi sono finalizzati al cimitero ebraico (o meglio, ad eliminare le interferenze del progetto complessivo con opere, edifici o luoghi di interesse sociale, culturale, storico o religioso).

In pratica, il dirigente dei lavori pubblici da questa settimana può avviare la variante al progetto, studiata con la comunità ebraica, i rabbini, i progettisti e i tecnici di palazzo Chigi per integrare quello relativo al recupero dei capannoni di San Nicolò e accogliere i suggerimenti dei rabbini circa accorgimenti tecnici che rispettino i precetti ebraici. Su quali siano queste modifiche per il momento il Comune mantiene il riserbo. Con i soldi arriva anche una proroga di dodici mesi per concludere i lavori della parte relativa a San Nicolò.

Il Milleproroghe prevede che quei 6,5 milioni vadano spesi entro il 2021, costituendo «il completamento del finanziamento del progetto Mantova hub». La concessione del finanziamento è condizionata all’istruttoria del ministero delle infrastrutture sul rispetto dei documenti di gara e della normativa europea sui contratti pubblici, alla predisposizione del sistema di monitoraggio previsto dalla legge e all’integrale copertura finanziaria dell’intervento. Tutte condizioni, fanno sapere da via Roma, ampiamente rispettate. Mantova hub con lo stanziamento statale è interamente finanziato, per circa 34 milioni e mezzo.

Vanno avanti invece regolarmente i lavori per l’altra parte di Mantova hub fuori dall’area di San Nicolò. La piazza alberata di via Grayson al posto del “magone” sarà pronta a febbraio-marzo 2021, la nuova palestra in maggio-giugno e la scuola, nell’ex Ceramica a settembre 2021. «Un problema – sottolinea Palazzi – è ora un’opportunità, non solo perché tutto prosegue, ma perché riusciremo a fare anche di più di quanto previsto nel recuperare l’area».

Attualmente di Mantova hub sono stati appaltati i lavori per la scuola nell’ex Ceramica e per la palestra e, dentro San Nicolò, per la comunità disabili e gli alloggi protetti di Aspef e per il recupero della casa del custode che dovrebbe ospitare i locali tecnici, un bar e un ristorante. Restano ancora da appaltare le altre opere previste nell’area, e cioè il centro ricerche per le piante, l’eco ostello, il mercato ortofrutticolo, l’hub lavoro, il recupero dell’ex polveriera che diventerà la casa della memoria e la sistemazione delle aree esterne agli ex capannoni militari, compresa quella dell’antico cimitero ebraico.

Già realizzati, invece, i due nuovi campi da calcio al Bosco Virgiliano che saranno dati in gestione alla società Mantovana Junior.
 

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