Manager mantovano disperso sui monti: ricerche sospese a causa del maltempo

Andrea Diobelli, 52 anni, padre di due figli e conoscitore della montagna non si trova da martedì. L’allarme dalla compagna 

MANTOVA. Andrea Diobelli, 52 anni, manager mantovano della Davines cosmetici di Parma, da martedì mattina risulta disperso sulle pendici del Monte Caio, nell’Appennino parmense. Ieri, dopo cinque giorni, le ricerche sono state sospese. I soccorritori, nonostante il maltempo che ha imperversato nella zona per gran parte della giornata, con il manto nevoso che supera i cinquanta centimetri, hanno comunque continuato a setacciare i sentieri, le piste del comprensorio sciistico e i pendii rocciosi. Ma dello scialpinista nessuna traccia.

Diobelli, che ha abitato nel quartiere Belfiore di Mantova, si è trasferito a Parma dopo la separazione dalla moglie, dalla quale ha avuto due figli. Martedì mattina aveva un appuntamento con la compagna, ma non si è presentato. Questo ha allarmato la donna che ha fatto scattare i soccorsi.


Un massiccio dispiegamento di forze è giunto a Schia per le ricerche, coordinate dai carabinieri di Tizzano Val Parma: le squadre con trenta operatori del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico delle stazioni Monte Orsaro di Parma, Monte Cusna di Reggio Emilia e Monte Cimone di Modena, i vigili del fuoco, i carabinieri forestali, le unità cinofile di Saer e i vigili del fuoco. Martedì sera era stata istituita la sala soccorso al Rifugio Pian della Giara, con la logistica garantita dall’amministrazione comunale di Tizzano e dal comitato provinciale di Protezione Civile, oltre al personale degli impianti che ha messo a disposizione i gatti delle nevi e le motoslitte. Lunghe ore di ricerca, in una corsa contro il tempo che ha visto gli operatori messi a dura prova dalle abbondanti nevicate e dalla scarsa visibilità che ha reso tutto molto più complicato.

L’auto di Diobelli è stata ritrovata sulla strada che porta in località Grande Faggio, ma purtroppo la neve ha coperto le sue tracce. L’uomo è uno scialpinista molto esperto e gli amici hanno riferito che indossava sempre l’Arva, strumento elettronico utilizzato per la ricerca delle persone travolte dalle valanghe. C’è stato anche un tentativo di sorvolo della zona da parte dell’elicottero dei vigili del fuoco decollato da Bologna. E la Protezione civile di Traversetolo ha utilizzato il nuovo drone con camera termica. Ma l’improvviso cambio di meteo non ha permesso di operare in sicurezza.

La speranza non si è spenta. Il soccorso alpino ieri ha annunciato la conclusione delle ricerche fino a quando non ci saranno degli standard di sicurezza più accettabili. Poi riprenderanno. —


 

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