Il raduno di moto d’epoca salta Le quote vanno in beneficenza

Alto mantovano

Una poltrona per le donazioni di plasma, le mascherine per gli operatori della Casa del Sole, i buoni spesa per chi non ce la fa a tirare avanti. Sono alcune delle opere di bene rese possibili dalla generosità dei partecipanti alla Morenica, scampagnata di cento chilometri con le moto d’epoca (immatricolate prima del 1990) sulle strade sterrate delle Colline Moreniche. Un raduno che, dalla sua prima edizione nel 2015 a Cavriana, ha la beneficenza tra le proprie finalità. La manifestazione, che porta nell’Alto Mantovano centauri da tutta Italia, e da Germania e Svizzera, doveva essere fatta a maggio e tornare nel paese sui colli in cui è nata. Ma il Covid ha messo i bastoni tra le ruote agli organizzatori, un gruppo di appassionati che ruota attorno al Moto club Mincio. L’evento è stato rimandato (forse maggio, o addirittura settembre) quando l’organizzazione era a buon punto e le quote di partecipazione dei 300 iscritti, limite massimo di iscrizioni, erano già state raccolte. «I partecipanti sanno che quanto ricaviamo lo devolviamo in beneficenza – racconta Andrea Grazi, l’ideatore della corsa – così quasi tutti ci hanno lasciato la quota di partecipazione, per intero o in parte. A questo denaro si è aggiunto quello arrivato dagli sponsor, che non hanno voluto mancare. Alla fine abbiamo raccolto più di novemila euro, già tutti consegnati».


I contributi più consistenti sono serviti per acquistare una poltrona per la donazione di plasma, donata al reparto di pneumologia del Poma e per sostenere l’attività di Croce Verde, Arca onlus e Asd Verso. Una parte importante dei fondi è stata infine tramutata in buoni pasto: saranno donati ai Comuni che accolgono il passaggio della Morenica: toccherà a loro distribuirli ai bisognosi. —



La guida allo shopping del Gruppo Gedi