Centrale di Ostiglia, il Pd si smarca da Forattini: «Il suo no è a titolo personale»

Chiarimento dopo l’interrogazione in Regione contro il raddoppio. Il segretario provinciale dei Dem: «Ora daremo supporto al sindaco per aiutarlo a decidere» 

OSTIGLIA.  La contrarietà della consigliera regionale Antonella Forattini al progetto di raddoppio della centrale di Ostiglia, espressa attraverso un’interrogazione congiunta con il collega del M5S Andrea Fiasconaro, è a titolo personale. Dunque, almeno per il momento, non rappresenta la posizione ufficiale del suo partito, il Pd. A chiarirlo è stato lunedì 4 gennaio il segretario provinciale dei Dem, Marco Marcheselli, dopo il vertice svoltosi in videoconferenza e che il sindaco di Ostiglia, Valerio Primavori, aveva chiesto dopo l’uscita della consigliera regionale.

Una sorta di richiamo all’unità di partito in una questione che si è già manifestata in tutta la sua delicatezza. Dire sì o no all’ampliamento annunciato dalla Ep Produzione, proprietaria della centrale, e che ha iniziato il lungo iter di autorizzazione nazionale? Fare pesare di più la speranza di sviluppo economico che il progetto potrebbe portare con sé o il rischio di un ulteriore danno ambientale, in un territorio che ha già pagato molto e paga tuttora in termini di smog? Come deve comportarsi un sindaco? E un partito? Le risposte ancora non ci sono, benché da Ostiglia già sia partita la corsa a mettere all’angolo Primavori. Verranno nei prossimi mesi, promette però  il partito.


«Ci siamo confrontati – racconta Marcheselli – abbiamo fatto il punto. Il no della Forattini, che si è già studiata le carte, è a titolo personale, frutto del suo lungo impegno in difesa dell’ambiente». «Adesso però – aggiunge – come partito daremo tutto il supporto possibile, sia a livello di partito locale che provinciale, all’amministrazione comunale per arrivare a una posizione, supportata anche da ogni parere tecnico. Aspettiamo i vari documenti degli enti qualificati, a partire dell’Arpa. Stimoleremo le nostre commissioni regionali e nazionali sul tema. Il sindaco vuole studiarsi bene la questione, sta ancora valutando le varie carte che sono tante e complesse. E poi vogliamo che tutto il territorio del Destra Secchia, non soltanto l’amministrazione di Ostiglia, sia coinvolto in questa vicenda. Perché tutta la zona sarà interessata dalle ricadute di questo progetto».

Insomma, il Pd prende tempo. Certo è che nei prossimi mesi il Comune di Ostiglia sarà chiamato, in sede di autorizzazione come nel dibattito che si svilupperà in consiglio comunale e in piazza, a esprimere una posizione. Quanto tempo c’è per decidere? «Di certo un parere  arriverà entro l’estate – risponde di primo acchito Marcheselli – ma una decisione potrebbe essere necessaria anche qualche mese prima».

Il progetto presentato dalla società della Repubblica Ceca, e in corso di valutazione nei ministeri, prevede l’abbattimento delle cisterne di Borgo San Giovanni, una volta utilizzate per l’olio pesante, per creare nell’area un nuovo gruppo di produzione di corrente a metano. Con il gruppo 5 la centrale passerebbe da 1.186 Mw a 2.091 Mw, con un investimento di 400 milioni. Finora il solo parere arrivato è quello dell’Istituto superiore di sanità: approvando gli sforzi della società di contenere l’inquinamento, ha però chiesto di valutare gli effetti delle polveri nell’aria e i possibili effetti di una lunga esposizione dell’ambiente alle emissioni.


 

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