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Blocco cinese dei suini, Regione Lombardia lancia l’Sos: «Il governo alzi la voce»

L’assessore Rolfi attacca dopo il blocco dei container: «Per il settore è un mercato fondamentale»

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MANTOVA. «Il mercato cinese è fondamentale per la suinicoltura lombarda e italiana, soprattutto per quanto riguarda le parti del maiale non interessate dalla filiera del prosciutto. La Lombardia è la prima regione d'Italia, alleviamo più della metà dei suini nazionali. Chiediamo al governo italiano di alzare la voce contro il blocco cinese delle importazioni della carne italiana».

L’ha detto l’assessore regionale lombardo all'agricoltura, alimentazione e sistemi verdi, Fabio Rolfi, in merito al blocco dell'importazione di alcuni container di carne suina italiana da parte della Cina. Le autorità cinesi, lo scorso 3 gennaio, hanno mosso rilievi in dogana su due container di carne congelata e cartonata perché ritenuta rischiosa per la diffusione del Covid-19. Il tutto a pochi giorni dalla firma dell’accordo su-gli investimenti tra Cina e Unione europea.

«I rapporti economici con la Cina - ha ricordato Rolfi - sono sempre stati positivi e vogliamo proseguire la collaborazione, perché le nostre aziende non possono prescindere da sbocchi commerciali così importanti. Per questo è inaccettabile associare la diffusione del Covid alla carne suina lombarda. Ho chiesto al console di evidenziare queste problematiche al proprio governo nel solco della consolidata collaborazione tra Lombardia e Cina in ottica di interscambi commerciali. Il problema deve essere risolto il prima possibile e queste ombre devono essere scacciate perché diffondere notizie false crea un danno d'immagine incalcolabile».

Ma c’è dell’altro. Spiega l’assessore: «La suinicoltura italiana - ha concluso Rolfi - sta soffrendo per il calo dei consumi e per la riduzione dei prezzi, si sta lavorando per scongiurare l'arrivo della peste suina e per fare un patto di filiera che consenta di fare rete e trovare nuove proposte commerciali. Il settore non può sopportare la chiusura dei mercati esteri e la Regione Lombardia farà di tutto per evitare questa situazione».

La Lombardia ha un patrimonio suinicolo di 4.493.125 capi, pari al 52,6% del totale nazionale. A livello provinciale, i suini sono 1.190.459. Un numero che ci vede secondi in Lombardia dietro la provincia bresciana, che ha un patrimonio di 1.356.038 capi.

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