Famiglie sulle barricate contro l'aumento alle rette della Rsa: «Noi non pagheremo»

Il Comitato dei parenti chiede al sindaco di intervenire: «Per noi sono valide le vecchie tariffe, pronti a un sit-in»

VIADANA. «Urge un incontro, per approfondire la problematica e studiare soluzioni alternative».

La stangata sulle rette della casa di riposo (aumenti mensili da 240 a 465 euro) non lascia ovviamente indifferenti gli ospiti della struttura e i parenti: il Comitato “Famiglie degli ospiti della Rsa di Viadana” chiede pertanto al sindaco Nicola Cavatorta di farsi promotore quanto prima di un confronto.


«Alla riunione col primo cittadino chiediamo che intervengano presidente e direttore amministrativo del geriatrico, assessore ai servizi sociali, sindacati pensionati e una nostra rappresentanza. Chiediamo ne sia informata anche la Regione». I famigliari anticipano l’intenzione di non rispettare gli aumenti, e di pagare alla scadenza i vecchi importi; e si dicono pronti a organizzare un sit-it di protesta.

La notizia dell’aumento delle tariffe, applicato già da questo mese di gennaio, è stata data lunedì dalla presidente dell’istituto geriatrico Silvia Angelicchio. Il Comitato ne contesta anche i modi: «Il salasso ci è stato comunicato da un giorno all’altro, con una mail inaspettata, senza confronti preventivi». Angelicchio ha fornito una serie di motivazioni, legate in gran parte all’aumento dei costi e alla contrazione delle entrate imposti dall’emergenza sanitaria: meno posti letto a disposizione, sospensione del Centro diurno integrato, calo delle attività domiciliari e di “Rsa aperta”, necessità di acquistare presidi di sicurezza.

«A maggior ragione in questo momento – commenta però il comitato – dover pagare anche solo un euro in più può essere problematico per molte famiglie, a meno che si voglia trasformare la nostra Rsa in una struttura elitaria».

Per molti, gli aumenti richiesti saranno insostenibili: «Ma non si può pretendere che gli anziani si spostino in altri istituti più a buon mercato: sono persone, non valige». Per il Comitato, altre soluzioni ci devono essere: «In molte case di riposo, le visite e i Centri diurni sono proseguiti pur tra le ristrettezze Covid. Alla Grassi, nel corso del tempo, sono invece venuti meno tanti servizi».

Le opposizioni di centrosinistra hanno già chiesto un confronto in consiglio comunale. Cavatorta si dice favorevole: «Mi unisco alle preoccupazioni di famigliari e ospiti – assicura il primo cittadino – per l’oneroso aumento delle rette. Ho già scritto a presidente, cda e direttore. L’aumento di uno/due euro giornalieri può essere necessario e comprensibile, ma bisogna sempre fare i conti col costo totale a carico delle famiglie: chiedo pertanto che vengano prese in considerazione alternative economiche che gravino il meno possibile sui cittadini».

Cavatorta invita la Angelicchio a relazionare in consiglio comunale.




 

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