La Provincia chiede di bocciare la discarica alle porte del Mantovano

L’istanza al Veneto sarà firmata da tre Comuni. La Chilesi: «Il territorio unito non vuole l’impianto» 

MANTOVA. La Provincia scende in campo con il proprio peso politico istituzionale per chiedere che venga archiviato il progetto di discarica ipotizzato in territorio veneto, a 170 metri dal confine mantovano. Una discarica promossa dalla società Rmi (Rottami metallici Italia) per accogliere un milione e mezzo di tonnellate di “car fluff”, il residuo della demolizione delle auto. Si tratterebbe del più grande impianto nell’Italia settentrionale, previsto per durare dieci anni. La località individuata è la corte De Morta, nel comune di Sorgà, ma a meno di due chilometri da Bigarello e Susano (Castel d’Ario).

«La Provincia - spiega il presidente della Provincia, Beniamino Morselli - attraverso i propri uffici ha analizzato la proposta pervenuta dalla Rmi. L’analisi tecnica ha individuato aspetti che non consentirebbero la procedibilità. Per questo invieremo alla Regione Veneto la nostra richiesta di archiviare la domanda privata e la richiesta sarà controfirmata dai tre sindaci mantovani più direttamente interessati. Visto poi che nella zona è istituito l’Ecomuseo delle risaie su iniziativa regionale, chiederemo che la stessa Regione Lombardia appoggi la nostra richiesta di non autorizzare la discarica».


I Comuni interessati sono San Giorgio Bigarello, che giovedì all’unanimità in consiglio ha approvato una mozione per dire no al maxi impianto, Castel d’Ario e Castelbelforte, direttamente interessato, ma non coinvolto ufficialmente nella procedura. Proprio questa esclusione, assieme a dimenticanze pesanti come quelle della Soprintendenza e del Parco del Mincio, sono le armi che i sindaci riuniti ieri prima del consiglio, oltre ai tre citati, anche Villimpenta e cinque amministrazioni veronesi utilizzeranno per fermare il progetto. «Prima sarà fatto un documento firmato dalle nove amministrazioni - spiega il vicesindaco di San Giorgio Bigarello, Barbara Chilesi - nel quale mettiamo nero su bianco che l’intero territorio è unito e schierato per il no». Il documento sarà inviato alle due Regioni.

Intanto in consiglio, il capogruppo M5S Paolo Bordini ha presentato due proposte: «Una politica, che è quella che ciascun gruppo politico coinvolga i propri rappresentanti regionali. L’altra tecnica: affidare un incarico di consulenza a un Politecnico o ad un gruppo di professionisti che possano meglio irrobustire la posizione contraria alla discarica». 


 

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