Mantova, Corneliani verso altri scioperi: i sindacati chiamano il prefetto

Dopo il confronto tra le Rsu e Brandazza riparte la mobilitazione dei lavoratori. Orezzi (Filctem Cgil): «Ci faremo ascoltare da tutti: nulla deve restare intentato» 

MANTOVA. Riparte da lunedì 11 gennaio la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori Corneliani a sostegno dell’istanza di proroga di 90 giorni per il deposito del piano di concordato che l’azienda presenterà la prossima settimana al tribunale. Ed è sempre per la prossima settimana la richiesta di un incontro sulla vertenza inviata da Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil al prefetto Michele Formiglio.

Con il vertice delle Rsu con l’amministratore delegato Giorgio Brandazza e il responsabile del personale Maurizio Arsti, che hanno confermato la delibera del cda per il rinvio, termina quindi il “congelamento” delle iniziative di sciopero che scatteranno a sorpresa, in crescendo e “all’occorrenza” come sin dall’inizio dello stato d’agitazione. «L’importanza essenziale della proroga – spiega il segretario generale della Filctem Cgil MicheleOrezzi – è prima di tutto legata alla continuità produttiva: nel prossimo mese la fabbrica finirà la collezione primavera estate 2021 che poi dovrà essere spedita nei negozi per, come è stato a settembre, salvare il mercato del marchio. Prodotti ricordiamo che sono già venduti e che, se la pandemia arresterà un po’ la sua corsa, speriamo possano rappresentare una prima riscossa del settore anche per i negozi dopo l’ultimo anno disastroso. Poi ovviamente c’è l’aspetto societario dove serve battere ogni strada aperta a partire dall’offerta già depositata e in questi giorni sotto la lente di ingrandimento del Mise, per finire con l’interessamento del dottor Boglione che deve poter essere messo nelle condizioni di poter fare una offerta a valle degli approfondimenti sui numeri che sta facendo in queste ore. Torneremo ovviamente a portare la voce di 500 famiglie mantovane all’ascolto di tutte le istituzioni e della politica, locale e nazionale, anche tornando alla mobilitazione e ai presidi. Nulla deve essere lasciato intentato per salvare l’azienda e il futuro delle famiglie del territorio che dipendono unicamente dalla soluzione di questa vertenza».

«Si apre una settimana delicata e complessa – aggiunge il segretario della Femca Cisl Gianni Ardemagni – sotto il profilo dello stato della trattativa e degli strumenti che concretamente devono essere individuati, per una soluzione della vertenza. Da una parte abbiamo l’interlocuzione finanziaria che da qualche mese ci dicono che stanno valutando, ma abbiamo l’assoluta necessità di capire se la trattativa si riesce a concretizzare e quali saranno le condizioni, a partire dalla salvaguardia dell’occupazione. Dall’altra, al di là della continua narrazione espressa al tavolo, c’è bisogno di vedere concretamente l’inoltro della richiesta al tribunale, della proroga del concordato, che per noi deve essere finalizzato a garantire tutto il periodo concesso dalla legge, per lavorare ad ogni proposta che interverrà nel frattempo. Per questi motivi è utile mantenere attive le iniziative di carattere sindacale, ma anche il coinvolgimento della prefettura che ci può aiutare a seguire meglio ogni fase».

«Il primo tavolo di crisi del 21 luglio – conclude il segretario della Uiltec Uil Giovanni Pelizzoni – fu ospitato in prefettura e per noi è importante aggiornare il nuovo prefetto sulla vertenza per riallineare i tavoli e le istituzioni che seguono la vicenda».

La questione tempo resta quindi al centro. È stato lo stesso presidente di BasicNet Marco Boglione d’altronde a sottolineare l’importanza del rinvio nel confermare il suo interessamento dopo i contatti con Stefano Corneliani (che è nel cda della casa di moda come la moglie Elisa Corghi che è anche consigliere indipendente di BasicNet) e le due visite in via Panizza 5.
 

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