Mantova, contagi nei luoghi di lavoro: sono più colpite le donne

Su 1.051 positivi segnalati all’Inail nel Mantovano ottocento sono lavoratrici. Le categorie più esposte: le operatrici delle case di riposo e degli ospedali. Le fasce d’età con i dati più alti: dai 35 ai 49 e dai 50 ai 63 anni. Uil: «Dati allarmanti»

MANTOVA. Donna, di età compresa tra i 35 e i 64 anni e dipendente di una struttura sanitaria (ospedali) o socio sanitaria (case di riposo). È l’identikit del lavoratore mantovano (e lombardo) maggiormente rappresentato tra le denunce per infortunio causate da Covid depositate all’Inail. Il dato è relativo al periodo gennaio-novembre 2020 e consente di attribuire un ordine di grandezza al legame tra professione e contrazione della malattia.

Cosa dicono i numeri? Che dal Mantovano sono arrivate all’Inail, in quel lasso di tempo, 1.051 segnalazioni di malattia per Covid 19 (3.3% del totale). Di queste, ben 800 (il 76.1%) si riferiscono a donne. La scheda dell’Inail permette anche di studiare la distribuzione per fasce d’età. Dei 1.051 casi di infortunio da Covid, 408 (il 38.8%) sono nella fascia compresa tra i 35 e i 49 anni e 406 tra i 50 e i 64. Ovviamente era prevedibile che i casi si concentrassero in tali fasce d’età, visto che includono la maggior parte di lavoratrici e lavoratori. Ma c’è un bel salto se si passa alla fascia 18-34 anni, dove gli infortuni da Covid 19 sono 221. E sono solo 16 i casi tra i dipendenti over 65.


Per quanto riguarda le attività professionali, Inail fornisce soltanto i dati regionali aggregati. È tuttavia ragionevole pensare (visti i numeri) che le stesse tendenze si presentino nel nostro territorio. «Tra i tecnici della salute il 78% sono infermieri, il 5,8% fisioterapisti e il 2,6% tecnici sanitari di radiologia – si legge – tra le professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali il 98,6% sono operatori socio sanitari; tra le professioni qualificate nei servizi personali l’89,9% sono operatori socio assistenziali; tra il personale non qualificato nei servizi di istruzione e sanitari il 54,7% sono ausiliari ospedalieri, il 33,7% ausiliari sanitari-portantini e il 6,5% inservienti in case di riposo».

Il quadro generale, almeno fino al 30 novembre, dava 104.328 denunce per Covid a livello nazionale (di cui 366 con esito mortale) e 31.870 in Lombardia (30.5% rispetto al totale in Italia) 144 dei quali mortali (39,3%).

«Dati allarmanti – dice il segretario della Uil di Mantova, Paolo Soncini – c’è un incremento dei contagi in ambito lavorativo. Il numero delle donne è quasi ovunque 3-4 volte quello degli uomini. Il dato mantovano preoccupa per l’età dei contagiati: a chi sostiene che il virus colpirebbe quasi esclusivamente gli anziani, faccio notare la poca differenza nel numero dei lavoratori contagiati tra i 35 e i 49 anni e quelli della fascia tra i 50 e i 64. Significativo è che la percentuale di contagiati sul totale degli infortuni è tra le più basse a livello regionale». 


 

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