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Mantova, incognita maturità per gli studenti: non è chiaro come sarà l’esame

L’anno scolastico che si era aperto con lo slogan “Ripartenza” ora si rivela pieno di incertezze e dubbi

MANTOVA. L’anno scolastico che lo scorso settembre si era aperto con lo slogan “Ripartenza” e con l’illusione di un graduale ritorno alla “normalità” si sta rivelando pieno di incognite. Premesso che la curva dei contagi è in crescita e che preoccupa tutti e tenendo conto che in particolare la Lombardia (e il Mantovano) la situazione è talmente preoccupante da far prevedere un ritorno in zona rossa già dalla settimana prossima, non c’è dubbio che l’emergenza Covid stia mandando in crisi il sistema scolastico. Troppa incertezza, troppe variabili in gioco per fare una programmazione didattica come si deve. E a dirlo sono per primi i dirigenti scolastici. Vediamo quali sono le incognite.

Maturità


Gli studenti delle quinte non sanno ancora, con precisione, come si svolgerà l’esame di maturità. Al di là delle materie e della composizione delle commissioni, una delle incertezze più grosse è se sarà in presenza o no. Ci saranno gli scritti?

A distanza (molto improbabile) o in presenza?

Oppure sarà come l’anno scorso?

Il ministro Azzolina ha garantito che presto fornirà indicazioni precise, ma in questi mesi studenti e insegnanti hanno capito che i programmi possono saltare e cambiare da un momento all’altro.

Didattica e valutazioni

Nello scorso anno scolastico, la pandemia ha comportato la didattica a distanza (Dad) a partire dai primi di marzo fino all’ultima campanella. Questo ha portato alla decisione di eliminare le bocciature. Una scelta dettata dalle circostanze: la didattica a distanza era una cosa nuova per tutti e si riconosceva che i ragazzi erano costretti a studiare in condizioni del tutto straordinarie (spesso anche drammatiche). Questo ha però comportato, spiegano gli insegnanti, che numerosi studenti con lacune in una o più materie si siano trovati ancor più in difficoltà quest’anno. Allo stato attuale voti e valutazioni vengono assegnati come se si fosse in presenza (l’anno era cominciato così) ma ormai sono due mesi che le superiori lavorano con la Dad. Questo apre interrogativi non solo sulla validità delle conoscenze e competenze trasmesse (su cui si discute molto) ma anche sul tipo di valutazione che sarebbe più corretto adottare. Tutti ragionamenti difficili da affrontare in modo razionale, vista la grande incertezza data dall’andamento dei contagi.

Zona rossa

Sulla data del rientro in presenza ci sono molti dubbi. Teoricamente dovrebbe avvenire il 25 (per il 50% degli studenti e col doppio turno), ma se la Lombardia dovesse essere dichiarata zona rossa, non solo si resterà alla Dad al 100% nelle superiori, ma verranno sospese le lezioni in presenza anche per seconde e terze medie. Questo comporterebbe dunque il mantenimento della Dad per un periodo non prevedibile. —
 

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