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Sempre più nati fuori provincia, il sindaco di Castiglione: «Mancanza grave»

Punto nascite locale chiuso, Asola a rischio. La preoccupazione di Enrico Volpi: «Troppi chilometri per mettere alla luce il proprio figlio. A rischio anche i servizi» 

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE. Le donne di Castiglione partoriscono sempre di più fuori provincia. Su 178 nuovi nati e nuove nate certificati al 31 dicembre 2020, solo 16 sono mantovani, e di questi solo 3 sono castiglionesi.

Il mistero è presto svelato: all'ospedale di Castiglione non c'è da anni l'unità di Ostetricia; mentre l'ospedale più vicino, con questo reparto, è Asola (che resiste fra mille difficoltà), e dove nel 2020 sono andate a partorire solo 2 donne castiglionesi mentre altre 11 si sono recate a Mantova città.


I 3 fortunati neo castiglionesi sono frutto - così si apprende dai dati ufficiali del Comune - di parti avvenuti in casa. Per quanto riguarda i restanti 162 nuovi nati (su 178), la maggior parte è bresciana, e cioè il parto è avvenuto negli ospedali della provincia di Brescia o direttamente in città. I numeri parlano chiaro. Il record di nascite è detenuto dall'ospedale di Desenzano del Garda con 85 madri castiglionesi che si sono recate per dare alla luce il proprio figlio; 62 invece sono nati a Brescia città (con mamme che si recano sia agli Spedali Civili sia alla struttura d'avanguardia del Poliambulanza, ma in città ci sono anche altre cliniche); seguono Gavardo con 3 nascite, Manerbio e Chiari con una. Non solo Brescia però, perché le madri castiglionesi fanno nascere i figli anche nel Veronese. Nel 2020 sono stati 9 i casi, di cui 7 a Peschiera del Garda, e uno rispettivamente a San Bonifacio e a Villafranca. Infine, c'è anche chi si spinge fino a Cremona, in un solo caso però. Dati che allarmano e preoccupano il sindaco Enrico Volpi su due fronti. «Manca nell'Alto Mantovano un punto di riferimento affidabile per le nascite. Il nostro è un territorio abitato, attrattivo e dove vivono molte persone. Non avere una struttura che sia centro nevralgico per le nascite obbliga le persone a fare molti chilometri per far venire alla luce i propri figli». E la preoccupazione raddoppia se si guarda ai servizi.

«Aleggia da tempo la voce che si voglia chiudere il consultorio di Castiglione. Il servizio di assistenza e consulenza pre e post parto è molto importante. Averlo sul territorio aiuta molto. Il calo generale delle nascite e, allo stesso tempo, lo spostamento sul bresciano perché manca un punto di riferimento d'Ostetricia qui nell'Alto Mantovano, rischia di veder saltare questi servizi anziché promuovere investimenti su queste strutture. Il servizio è già ottimo, potrebbe migliorare ed essere d'eccellenza con nuovi investimenti. Se chiude saremo costretti sempre a dover fare molti chilometri per poter usufruire di queste strutture». Nell'ultima campagna elettorale, la riapertura del punto nascite a Castiglione delle Stiviere era nel programma dell'allora candidato sindaco Stefano Finadri, oggi presidente del consiglio comunale. —


 

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