Un milione per il rinforzo degli argini di Po e Secchia nel Mantovano

Quasi ultimati i lavori di ripristino di frane ed erosioni provocate da piene e gallerie. In corso interventi straordinari a Revere, Mirasole, Pieve, Quistello e Moglia

MANTOVA. Si sta per concludere una serie di lavori di ripristino e manutenzione degli argini del Po e del Secchia, nel Basso Mantovano. Un’opera del valore di circa un milione, che riveste carattere di straordinarietà per l’urgenza con cui l’Aipo ha dovuto intervenire dopo le ultime piene autunnali.

La manutenzione degli argini viene compiuta almeno ogni due anni; in questi ultimi mesi, come si diceva, l’Agenzia Interregionale per il fiume Po è dovuta intervenire in modo massiccio a causa delle forti e continue piogge e delle piene che si sono trascinate la terra di riporto e a causa delle numerose tane di nutrie e ancor più quelle di volpi.



«L’inverno è il periodo migliore per intervenire sugli argini - fanno sapere dagli uffici Aipo di Mantova - perché la vegetazione è ferma e non vengono alterati gli habitat. Ogni due, al massimo ogni tre anni, facciamo manutenzione. In questi mesi ci stiamo concentrando sul Basso Mantovano, sul Po, il Secchia e i vari reticoli». I cantieri sul Secchia sono quasi terminati, mentre sul Po termineranno a metà febbraio circa.

Tanti sono gli interventi in corso: a Mirasole (non molto distante dal ponte di San Benedetto) è aperto un cantiere per la ripresa di piccole erosioni, a Pieve di Coriano (nel tratto compreso tra Quingentole e l’attracco fluviale) avanza la ricostruzione di un altro tratto di argine, a causa di profonde buche provocate dalle gallerie delle volpi: è stato riempito di terra e coperto da un telo di plastica per compattarla.



A Revere, invece, è stata terminata un’opera piuttosto complessa di ripristino di una frana all’altezza della Canottieri, che ha richiesto lo spostamento della chiatta. Ora l’argine è stato rinforzato di terreno di riporto e scaglie di roccia, i lavori sono praticamente ultimati.

«Quest’anno la situazione è stata particolarmente seria, siamo molto preoccupati per le gallerie create dagli animali fossori, le volpi in particolare perché creano tunnel molto profondi. Arrivano fino a metà argine, compromettendone la solidità. È un fenomeno che andrebbe controllato, ancora più di quanto già si sta facendo, perché le conseguenze sono davvero serie - aggiungono i tecnici dell’ Aipo - Inoltre la scorsa estate il clima è stato molto secco e si sono verificati poi diversi episodi di piene: il livello sale e scende, spogliando gli argini della terra, per questo è stato necessario intervenire subito e in modo mirato».

Come spiega l’Agenzia interregionale per il Po, tutto l’argine del Secchia mantovano, in destra e sinistra, quindi 190 chilometri dal territorio di Moglia a quello di San Benedetto, sono stati rinforzati e ripuliti. Gli escavatori sono ancora al lavoro, ma entro questo mese gli interventi dovrebbero essere ultimati. Un costo di circa 150mila euro.

Il resto dell’investimento, oltre 800mila euro, è stato utilizzato per l’asta del Po e relativi reticoli. Progettazione e direzione lavori sono di Aipo mentre la realizzazione è affidata a diverse ditte incaricate degli appalti.


 

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