A Viadana allarme ambientalista dopo l’indagine Ats: «Basta formaldeide»

Appello agli enti dall’associazione “Noi, Ambiente, Salute”. «Limiti tassativi alle aziende per ridurre le emissioni»

VIADANA. Indagine ambientale-epidemiologica Viadana3: valutati gli esiti dello studio, l’associazione “Noi, Ambiente, Salute” lancia un appello «ai cittadini che qui vivono e respirano», ma soprattutto ai sindaci di Viadana e Pomponesco, alla Provincia, ad Ats Valpadana, Arpa. Secondo il gruppo ambientalista, «è indispensabile fissare limiti tassativi che prevedano la sostituzione della formaldeide nei processi produttivi industriali e prescrizioni efficaci di riduzione per le altre emissioni derivanti da combustioni di rifiuti». Secondo “Noi, Ambiente, Salute” tali limitazioni andranno applicate nell’ambito del rinnovo delle Autorizzazioni integrate ambientali e delle procedure di Valutazione di impatto ambientale delle aziende del pannello truciolare.

Lo stesso studio Viadana3 proponeva azioni a 360 gradi per l’abbattimento delle fonti inquinanti (produzione industriale del pannello truciolare, traffico, riscaldamento, allevamenti intensivi, stili di vita in genere). L’indagine, redatta da Ats Valpadana e Università di Verona in collaborazione con diversi altri centri di ricerca, ha preso in considerazione le diverse fonti di emissioni inquinanti sul territorio e lo stato di salute della popolazione locale, evidenziandone i rapporti causa-effetto. Gli esiti della ricerca sono stati pubblicati sul sito dell’Ats. L’associazione ambientalista ne sottolinea alcuni aspetti: «I dati sull’incidenza dei tumori dell’apparato respiratorio e delle leucemie a Viadana e Pomponesco inquietano: sono in aumento rispetto agli studi Viadana1 e Viadana2. Il tasso degli aborti spontanei è più alto a Viadana che nei comuni limitrofi. Significativo è pure l’incremento di allergie respiratorie e cutanee, soprattutto nella popolazione pediatrica». Aspetto quest’ultimo delicato, in quanto «l’assistenza pediatrica all’ospedale Oglio Po in questi anni è stata via via penalizzata».


“Noi, Ambiente, Salute” rileva tra l’altro che lo studio non ha preso in considerazione altre patologie probabilmente correlabili all’inquinamento atmosferico: «In ogni caso si delinea un quadro preoccupante per la salute pubblica, come peraltro già facevano gli studi 1 e 2; e si dimostra che i residenti in prossimità delle fonti di emissione e ricaduta degli inquinanti sono penalizzati, con conseguenze rilevanti per quanto riguarda la possibilità di contrarre malattie alle vie respiratorie, dermatologiche, allergiche, del sangue e del midollo osseo».
 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi