Discarica di pezzi di auto sul confine con Mantova: il caso finisce al Senato

Il senatore leghista Zuliani, che è anche sindaco del comune veronese di Concamarise: all’estero questi materiali sono usati come combustibile e non classificati rifiuti  

HINTERLAND. Le proteste contro la discarica con stoccaggio di car fluff, prevista in territorio veronese a Sorgà, in località De Morta, a breve distanza dal territorio mantovano, hanno superato in confini regionali finendo in Senato. Martedì 12 gennaio il senatore veronese della Lega, Cristiano Zuliani, che è anche sindaco del comune veronese di Concamarise, è intervenuto in aula sottoponendo al Governo i problemi creati dagli stoccaggi di car fluff.

Il senatore ha sottolineato che in base alla normativa italiana tali scarti delle demolizioni di auto «sono classificati come ultimo rifiuto che finisce in discarica. Contrariamente a quanto accade in altri Paesi europei dove viene utilizzato come combustibile ad alto valore energetico anziché finire in discarica. Certo non va fermato il mercato delle auto – ha aggiunto nel suo intervento in Aula – e i continui incentivi per acquistarne di nuove, producono di riflesso un aumento delle rottamazioni per cui il Governo dovrà risolvere a monte la questione con nuove direttive».

Dopo le sollecitazioni a livello regionale del consigliere Anna Maria Bigon (Pd) («per quanto mi riguarda farò il possibile affinché venga fermato l’impianto») e dell’onorevole veronese Alessia Rotta (Pd) («la competenza è della Regione, ma riteniamo necessario svolgere ulteriori approfondimenti. Ho intenzione di svolgere un’analisi approfondita sia del progetto sia dei rischi diretti e indiretti che comporta per il territorio che dovrà ospitarlo»), Zuliani ha chiesto di «valutare e affrontare insieme al resto del governo il problema posto dalla questione rifiuti».

Ha inoltre ricordato che già nel dicembre 2019 sollevò in Senato la questione anche perché in quell’anno «come sindaco di Concamarise mi presentarono, ma solo a parole, il progetto che respingemmo l’11 febbraio 2020». E così la Rottami metalli Italia Srl di Castelnuovo del Garda ha spostato di alcuni chilometri le sue attenzioni sul territorio di Sorgà a ridosso del confine con il Mantovano.

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