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Rsa Grassi  di Viadana, le famiglie disponibili a un lieve aumento delle rette

A confronto la direzione del Geriatrico, il Comune e i parenti degli ospiti. La struttura valuterà i rincari già in vigore. Il sindaco cerca la mediazione 

VIADANA.  Caro rette all’istituto geriatrico Grassi: si è aperto un tavolo di confronto tra amministrazione della casa di riposo, amministrazione municipale e famigliari degli ospiti. «Abbiamo riscontrato delle aperture – dicono questi ultimi – cui auspichiamo facciano seguito atti concreti».

Alla riunione, nel pomeriggio di mercoledì 13 gennaio, sono intervenuti la presidente della Rsa Silvia Angelicchio con l’intero cda, il responsabile amministrativo e il revisore dei conti, il sindaco Nicola Cavatorta con l’assessore ai servizi sociali Mariagrazia Tripodo, e una rappresentanza del Comitato dei famigliari degli ospiti, forte di una petizione con 170 firme.



Sul tavolo, l’aumento delle rette comunicato nei giorni scorsi e già entrato in vigore: da 8 a 15 euro in più al giorno. «La Rsa – commentano i famigliari – ha fatto i suoi conti, e deciso di scaricare sull’utenza le difficoltà (maggiori costi e minori entrate) legate all’emergenza Covid. A nostro parere, si tratta però di conti puramente ipotetici: gli aumenti applicati sono troppo gravosi, e già diversi ospiti, non in grado di farvi fronte, stanno valutando di farsi spostare dalle camere singole a quelle doppie, o addirittura di trasferirsi in altre strutture». Le famiglie chiedono strategie più lungimiranti: «Se la Grassi si propone con prezzi fuori mercato, magari senza brillare per qualità dei servizi, risollevarne le sorti non sarà semplice. A nostro avviso la situazione contabile, patrimoniale e finanziaria è però sana, ed è pertanto possibile trovare soluzioni alternative». Cavatorta e Tripodo hanno cercato la mediazione, chiedendo comunque alla Rsa di rivedere l’aumento delle rette, riportandolo in linea con quelli applicati in altre strutture della provincia, «meno consistenti – sottolineano gli amministratori comunali – e più attenti al periodo difficile che tutte la famiglie stanno attraversando». I referenti della Rsa hanno preso atto delle istanze avanzate, assicurando un surplus di riflessione.



Ci si è lasciati con alcuni impegni: la struttura valuterà strade alternative per cercare di assorbire nei propri bilanci le difficoltà legate al periodo, mentre il Comune si impegnerà a reperire risorse per sostenere gli ospiti della Grassi e a coinvolgere l’istituto in progettualità che possano attrarre risorse e contributi. I famigliari dei degenti si sono detti disponibili ad accettare aumenti sino a 1-2 euro giornalieri, «in linea con le altre case di riposo del territorio». Il Comitato ha chiesto inoltre una modifica statutaria, con l’inserimento di una rappresentanza delle famiglie nel consiglio d’amministrazione dell’istituto: «Chiediamo di poter prendere parte ai processi decisionali, e di avere più voce in capitolo anche sulla qualità dei servizi e su altri aspetti della vita della struttura». «Per non incorrere in futuro in situazioni che creano disagio a cittadini e amministrazione municipale – aggiungono sindaco e assessore – sarebbe auspicabile una comunicazione costante tra Rsa e Comune, al fine di lavorare insieme per il bene dei nostri anziani. L’ente locale non ha poteri decisionali nel cda della Grassi; ma la composizione stessa di questo organo (quattro membri su cinque sono nominati dal sindaco; ndr) dovrebbe prevedere rapporti costanti, attenti e precisi».
 

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